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      Benvenuti nel mio blog sull'animazione, integrazione, inclusione!    E' un blog che spiega come integrare la disabilità tra b...

venerdì 13 settembre 2024

Questionario: La gestione della tecnologia e dei media con i giovani

 


Ciao a tutti!

Vi propongo un altro sondaggio su un tema a mio avviso molto tosto e difficile, cioè la gestione della tecnologia e dei media con i giovani d'oggi.

Se volete partecipare, lo trovate a questo link: 

https://forms.gle/rB3pxFw2fTxey3gv8

Grazie, alla prossima! 

venerdì 6 settembre 2024

NONNI, BABY SITTER O ASILO NIDO. RISCONTRO SONDAGGIO E APPROFONDIMENTO

 


Dopo avervi lasciato un po’ di giorni per partecipare al sondaggio, con il post di oggi vi comunico i risultati per poi approfondire l’argomento. Come prima cosa ringrazio tutti coloro che hanno partecipato, dedicando parte del loro tempo.

Tutti i partecipanti del sondaggio sostengono che al rientro al lavoro sceglierebbero l’asilo nido. Il momento del distacco è vissuto in parte con serenità e in parte con ansia.

I vantaggi dell’avere una baby sitter sono aver una sicurezza anche in caso di malattia del bambino, un’attenzione privilegiata solo per il singolo bambino e la scelta della persona che si vuole. Lo svantaggio principale che tutti hanno riportato è la mancanza di socializzazione con i pari.

Per quanto riguarda il nido invece i vantaggi sono: il rapportarsi con altri bambini, ricevere maggiori stimoli, avere regole condivise, le esperienze di gioco, apprendimento e alimentazione hanno più valore se condivise con un gruppo di coetanei, il personale è qualificato e sempre in formazione. Gli svantaggi sono la minore flessibilità di orari e la problematica dell’averli a casa quando sono ammalati.

Il lasciare i bambini ai nonni infine ha come vantaggi la maggiore disponibilità di tempo e il risparmio economico (costo zero), mentre gli svantaggio possono essere il metodo educativo, le poche energie in caso di nonni anziani e la non socializzazione con i pari.

Per quanti riguarda i costi del nido la maggior parte sostiene che siano troppo alti e non accessibili a tutte le famiglie. Dal punto di vista educativo però tutti i partecipanti ritengono che l’asilo nido sia delle tre scelte quella più stimolante per i bambini e che facilita poi l’inserimento alla scuola dell’infanzia.

Tutti hanno detto che anche se al giorno d’oggi si fanno i figli più tardi ci sono ancora i nonni in grado di accudirli.

Infine visto che i partecipanti al sondaggio desiderano approfondire il tema, provo a proporvi un po’ di informazioni.

Baby sitter

È una presenza rassicurante che segue il bambino per diverse ore durante la giornata. La baby sitter garantisce al piccolo il sostegno di una figura di riferimento costante e ai genitori una personalizzazione degli orari che gli asili non possono offrire. Economicamente è una scelta impegnativa, ancora di più se ci si affida a una tata qualificata, e inoltre non è sempre facile trovare la persona giusta. La baby sitter offre una relazione esclusiva al piccolo, molto utile per lui, soprattutto se è un bambino molto piccolo e lo aiuta a sviluppare la propria personalità e autostima. La persona ideale è molto affettuosa con il bimbo, in grado di giocare e divertirsi con lui, è preparata e paziente. Se scelta bene, la baby sitter è una risorsa fondamentale anche per tutta la famiglia. Risolve in effetti tanti problemi: arriva a casa, quindi non c’è la necessità di vestire il bimbo e portarlo fuori, cura il piccolo anche quando è ammalato, è presente nelle ore che interessano ai genitori e in genere sbriga le faccende relative al piccolo, come cucinargli la pappa o fargli il bagnetto. Inoltre, alla baby sitter si può chiedere di rispettare alcune regole che la famiglia ritiene importanti: dal riposino pomeridiano all’educazione complessiva del bambino. Il rovescio della medaglia è il fattore economico: anche se i costi variano da città a città, sono comunque nettamente più alti dell’asilo nido.

Nonni

Sono persone preziose nella vita dei bambini e stare con loro è per i piccoli un’esperienza unica e insostituibile. Ai nonni è consentito anche ciò che ai genitori non è permesso, come concedere qualche vizio e attenzione in più. I bambini lo sentono e beneficiano di queste coccole extra, senza che sul piano educativo complessivo ne risentano, perché i ruoli sono diversi e anche i più piccoli sanno che quello che possono fare con i nonni non sempre lo possono fare con mamma e papà. Con i nonni poi i genitori sono tranquilli. Innanzitutto sanno che il bimbo sta con persone che gli vogliono bene e che resteranno sempre un punto di riferimento costante nella sua crescita. In più, i nonni offrono una flessibilità senza pari, perché sono comprensivi con i figli e più disposti a venire incontro alle loro esigenze e ai contrattempi improvvisi.

Occorre però valutare le capacità dei nonni, perché un bambino richiede molte energie e prendersene cura potrebbe dimostrarsi alla fine un carico di lavoro troppo pesante. È bene poi considerare che tipo di rapporto esiste tra le famiglie: se vi sono conflitti non risolti e mancanza di fiducia è bene evitare questa soluzione, perché si finirebbe per litigare e per acuire le incomprensioni. Anche se i nonni sono molto invadenti potrebbero crearsi problemi, in quanto sarebbero portati a non rispettare del tutto le direttive dei genitori e questi ultimi si sentirebbero esautorati dal loro ruolo.

Asilo nido

         A volte è l’unica soluzione possibile per le famiglie, perché copre un’ampia fascia oraria e costa meno rispetto alla baby sitter. L’asilo nido, se è gestito bene e con professionalità, ha il vantaggio di offrire al bimbo molti stimoli, che lo favoriscono nella crescita e nello sviluppo delle sue capacità. Le sollecitazioni che può ricevere da un ambiente di persone qualificate sono preziose e lo aiutano anche nel progressivo distacco dalla famiglia. Il nido, poi, favorisce anche un principio di socializzazione. Quella vera, in realtà, inizia tra i due anni e mezzo e tre, ma anche i più piccoli possono beneficiare di un’esperienza di gruppo e di opportunità relazionali ben articolate. Tutti i bimbi, poi, amano stare con i coetanei, anche se magari fanno fatica a giocarci insieme e a condividere le attività. Da un punto di vista fisico, stare a contatto con altri bambini, per lo più in ambienti chiusi, fa aumentare il rischio di ammalarsi. Per questo i genitori devono mettere in conto che nel primo anno di asilo il bambino potrà stare spesso a casa in malattia e quindi dovranno organizzarsi di conseguenza. Sarà necessario prevedere o un aiuto da nonni o baby sitter o la possibilità concreta di stare a casa dal lavoro con permessi di malattia non retribuiti. L’asilo è, infine, un’esperienza forte anche da un punto di vista emotivo. Per questo, nel caso si possa scegliere, i genitori devono valutare se il piccolo è realmente pronto.

Alla fine non c’è una scelta giusta o sbagliata ma ogni genitore deve decidere il meglio per il proprio figlio e per il benessere della famiglia.

Anch’io ho frequentato l’asilo nido, perché i miei genitori lavoravano, per me è stata un’esperienza positiva, infatti mi ha aiutato molto a socializzare a sviluppare le mie aree deficitarie, quali il movimento e il linguaggio. Ho dei bei ricordi del nido, anche perché mi ha facilitato poi l’inserimento alla scuola dell’infanzia. Nello stesso tempo ha fatto esperienza anche di tempo trascorso con i nonni e con la baby sitter e anche queste in modo diverso ma sono comunque state per me situazioni positive perché mi hanno aiutato a stimolare le mie capacità.

Vorrei concludere, con un piccolo video ricordo di me al nido, che trovate a questo link:

 


 

 

martedì 3 settembre 2024

Questionario: "Nonni, baby sitter o asilo nido?"

 


Ecco a voi il secondo questionario, riguardante il tema della scelta nella prima infanzia tra nonni, baby sitter o asilo nido. 

Se vuoi partecipare al sondaggio clicca nel seguente link:

https://forms.gle/oUBeZUk4Hrnb4Rz48

Grazie, alla prossima! 

venerdì 23 agosto 2024

LE SCUOLE ALTERNATIVE: RISCONTRO SONDAGGIO E APPROFONDIMENTO

 


Dopo avervi lasciato un po’ di giorni per partecipare al sondaggio, con il post di oggi vi comunico i risultati per poi approfondire l’argomento. Come prima cosa ringrazio tutti coloro che hanno partecipato, dedicando parte del loro tempo; è stato una “proposta-esperimento”, ne seguiranno poi altri per tenere sempre più attivo il mio blog e essere maggiormente in contatto con tutti voi.

Circa l’argomento “Scuole alternative” tutti i partecipanti hanno detto di conoscerle e di sapere che esistono nel proprio territorio. In generale sanno di cosa si tratta; cioè di progetti con metodi educativi e didattici che si discostano da quelli tradizionali; alcuni hanno nominato esempi di scuole del territorio. Alla domanda se sceglierebbero queste scuole per i propri figli però i partecipanti per il 50% hanno risposto in modo affermativo, mentre il restante 50% ha detto di no, preferendo la tradizionale. Il 66.7% ha una visione positiva di queste scuole, mentre il 33.3% negativa. Tra i vantaggi nominati ci sono: la maggiore libertà per il bambino, la formazione alternativa e il contatto con la natura. Gli svantaggi invece sono: difficoltà poi nell’affrontare il percorso delle scuole medie, non essendoci progetti innovativi che proseguono poi anche alle medie, il fatto che in Italia queste innovazioni non sono accettate e condivise da tutti, nel caso della scuola nel bosco problematiche di salute dovute allo stare all’aperto in tutte le condizioni metereologiche per molte ore. Secondo il 60% la preparazione finale che danno queste scuole è uguale a quelle tradizionali per il 40% invece no, perché non utilizzano strumenti importanti come i libri e strumenti tecnologici, ritardando così l’inserimento nella realtà digitale, dove prima o poi dovranno vivere. Tutti partecipanti hanno espresso la volontà di volerne sapere di più su questo argomento, quindi andiamo a vedere un po’ di informazioni a riguardo.

Scuola nel bosco

A partire dagli ultimi anni, anche in Italia si è assistito a un modesto ma crescente interesse per quei progetti educativi che pongono al centro la natura e che rispondono al bisogno di riallacciare un legame con essa.

Di scuola dell’infanzia nel bosco esistono fondamentalmente due modelli: la scuola nel bosco classica e la scuola nel bosco integrata. Nella scuola nel bosco classica i bambini trascorrono tutta la mattinata nel bosco o in mezzo alla natura, in un’area specifica e con confini circoscritti. In generale i bambini frequentano questa scuola cinque giorni a settimana per tre o quattro ore e mezzo al giorno considerate sufficienti per la vita educativa in una comunità sociale. Alcune scuole nel bosco offrono per uno o due giorni a settimana anche programmi e assistenza ai bambini durante il pomeriggio. Negli ultimi anni tuttavia si osserva sempre di più la tendenza ad allungare l’orario d’apertura per andare incontro alle richieste dei genitori.La scuola nel bosco integrata è una scuola dell’infanzia a tempo pieno, dotata di edifici e stanze proprie che prevedono attività nel bosco tutte le mattine. In queste scuole i bambini trascorrono la mattinata nel bosco e il pomeriggio nell’edificio o nelle aule della scuola. Accanto a questi due modelli di scuola nel bosco si trovano oggi altre forme nate con l’obiettivo di integrare il bosco nella quotidianità delle scuole dell’infanzia in diversi Paesi. Troviamo per esempio: «le settimane con progetti nel bosco» o «le giornate regolari e sistematiche di bosco». Nonostante nessuna scuola nel bosco sia uguale all’altra e non esista un modello definito a priori è possibile ricavare alcune caratteristiche a cui la pedagogia del bosco si ispira. I punti nodali per la pedagogia del bosco sono: salute e motricità, vivere il ritmo delle stagioni e i fenomeni naturali, attivazione della percezione sensoriale attraverso esperienze primordiali, apprendimento globale e gioco libero, educazione ambientale, possibilità di conoscere e apprendere i limiti della propria corporeità, promuovere l’autostima e l’autonomia, sperimentare lo scorrere del tempo e il silenzio, apprezzamento della convivenza e promozione dell’atteggiamento sociale.

Senza zaino   

Si chiamano Scuole Senza Zaino e sono sempre più diffuse. La differenza non la fa solo la presenza o meno dello zaino, ma anche una metodologia didattica che è il risultato di anni di studio e prende le mosse dalla pedagogia montessoriana. Dall'anno del suo inizio, nel 2001 a Lucca, il movimento Senza Zaino si è diffuso in tutta Italia ed oggi (2021) conta 294 istituti e 634 scuole (plessi). La prima differenza che balza agli occhi quando si entra in un'aula di una scuola Senza Zaino è la sistemazione degli spazi. Nel modello Senza Zaino non troviamo né la cattedra né i classici banchi monoposto disposti in fila. La classe è divisa in aree di lavoro: c'è l'area tavoli, l'area laboratori, l'area del lavoro individuale. Poi c'è l'agorà dove si svolgono gli incontri di gruppo ed è l'unico spazio in cui l'insegnante si pone frontalmente rispetto agli alunni. Alla base della metodologia delle scuole Senza Zaino c'è la volontà di accogliere la diversità di ogni alunno. "Alla mattina appena si entra in classe ci si ritrova nell'aerea agorà, qui l'insegnante fa un piccolo rito d'inizio giornata, che può essere, a seconda dell'età, una filastrocca, una poesia o una riflessione. Questo rito serve per sviluppare un senso di appartenenza del gruppo. Poi si introduce un argomento sul quale si vuole lavorare: per esempio la maestra può leggere una storia. Finito questo momento, i bambini si spostano nell'area tavoli e possono scegliere tra quattro attività inerenti alla storia: fare il riassunto (prova scritta), rappresentare la storia con dei disegni (prova iconica), fare una scheda dei personaggi (prova di classificazione), raccontare la storia (prova orale).

A mio avviso queste scuole innovative danno la possibilità ai bambini di crescere in modo diverso dal tradizionale crescere in modo strutturato e rigido; queste scuole abituano i bambini ad avere una mente più aperte e flessibile al cambiamento, ma nello stesso tempo mi preoccupa la loro vita adulta quando in futuro si troveranno a dover affrontare un mondo pieno di regole e tecnologia per poter lavorare. Penso poi anche i bambini con determinate disabilità che in ambiente così poco strutturato farebbero molta fatica nell’apprendimento. Nel mio caso ad esempio la tecnologia mi è servita per poter frequentare le scuole, senza un pc come avrei fatto?

Un’altra scuola innovativa che conosco è la English school, una scuola di inglese per bambini da 0 a 14 anni con un metodo didattico innovativo. L’obiettivo di questa scuola è insegnare ai bambini a comunicare in inglese con sicurezza, attraverso un programma integrato che combina in modo efficace le quattro capacità linguistiche fondamentali: ascolto, produzione orale, lettura e scrittura. I bambini apprendono l'inglese tramite testi, immagini, video. L'apprendimento è tutto costruito intorno al bambino: i bambini da 0 a 14 anni infatti imparano con naturalezza la lingua inglese se si divertono e se si sentono coinvolti.

Se fossi un genitore e dovessi scegliere, credo che opterei per una scuola tradizionale al mattino e magari a qualche progetto innovativo pomeridiano per dagli più occasioni di crescita e poter poi da grande scegliere con più consapevolezza la propria strada.

lunedì 19 agosto 2024

Questionario "Scuole innovative"

 


Ciao a tutti!

Se avete voglia, vi propongo di compilare questo sondaggio che ho pensato di creare per poi approfondire successivamente questo tema.

Lo trovate al link qui sotto:

 https://forms.gle/SNahTC523HA6ECEd7

lunedì 29 luglio 2024

GIORNATA INTERNAZIONALE DELL’AMICIZIA: 30 LUGLIO 2024

 


Vi ricordo che domani è la giornata internazionale dell’amicizia!

Questa giornata è stata proclamata dell’Assemblea delle Nazioni Unite nel 2011 e celebra l'amicizia tra popoli, paesi, culture e individui, con l'idea che possa ispirare gli sforzi di pace e offrire l'opportunità di costruire ponti tra le comunità. L'Assemblea Generale nel documento riconosce l'importanza dell'amicizia come "sentimento nobile e prezioso nella vita degli esseri umani in tutto il mondo".

Nella mia vita il tema dell’amicizia è sempre stato importante, anche se per me spesso è difficile mantenere le amicizie nel tempo, perché le mie difficoltà mi impediscono di fare cose che solitamente fanno le ragazze della mia età. Sono però stata fortunata, perché ho trovato due vere amiche che sono presenti nella mia vita fin dalle scuole superiori, con le quali, nonostante momenti difficili, siamo riuscite a portare avanti l’amicizia, con l’accettazione delle mie difficoltà e possibilità di fare cose diverse a cui anch’io posso partecipare.

Negli anni purtroppo alcune amicizie le ho perse, ma ne ho trovate di nuove o recuperate di vecchie, grazie anche al mio progetto “Siete pronti per la storia?”.

Con i social oggi è possibile ritrovare vecchie amicizie o coltivarne anche di geograficamente lontane; ad esempio io continuerò a mantenere i contatti con i “nuovi amici del mare” che ho conosciuto quest’anno che mi hanno aiutata nelle mie nuotate in acqua. Mi è anche capitato di risentire un’amica dopo tanti anni perché mi ha vista molto attiva con il mio blog e leggendo i miei post le è sembrato tutto molto interessante e ha avuto modo di conoscermi meglio.

 

Per domani allora vi consiglio di pensare ai vostri amici lontani e vicini, sentirli e magari organizzare del tempo speciale da trascorrere assieme.

Buona giornata dell’amicizia a tutti!