Ciao a tutti!
Come avrete visto questo anno è stato ricco di tanti progetti Inclusivi, ora è giunto il momento di andare in vacanza.
"Siete pronti per la storia?" chiude le sue attività fino al 18 luglio.
BUONA ESTATE
Diario di Teresa Marcolin, con le sue esperienze e attività da proporre
Benvenuti nel mio blog sull'animazione, integrazione, inclusione! E' un blog che spiega come integrare la disabilità tra b...
Come avrete visto questo anno è stato ricco di tanti progetti Inclusivi, ora è giunto il momento di andare in vacanza.
"Siete pronti per la storia?" chiude le sue attività fino al 18 luglio.
BUONA ESTATE
Sono Teresa Marcolin, nata a Bassano del Grappa nel 1994 e sono in carrozzina. Ho deciso di creare questo Blog per farvi conoscere il mio Progetto, la mia creatività e il mondo della disabilità. Amo scrivere storie e poesie, accompagnate da una presentazione con immagini semplici, adatte ai bambini dell'infanzia e della scuola primaria.
LA PRIMA È ANDATA!
Anche per “Il Giardino Segreto” è stato un successo!
Anche quest’anno, alla scuola dell’infanzia di Valrovina, ha
preso vita il progetto Danzastorie, realizzato grazie alla preziosa
collaborazione di Serena Piccoli, insegnante di danza moderna. Abbiamo lavorato
assieme alle “Volpi” , i bambini grandi che a settembre faranno il grande salto
alla scuola primaria, incontrandoci ogni mercoledì. L’obiettivo? Lavorare con
la musica per trasformare le parole in movimento, gioco e danza, ma soprattutto
lasciare un messaggio inclusivo, che è il cuore pulsante di tutto il mio
lavoro. Volevo dimostrare con il linguaggio della danza, della musica e del
racconto che ancora una volta che non esistono barriere: ogni diversità diventa
una ricchezza e ogni bambino, con la propria unicità, trova il suo spazio
speciale per esprimersi ed emozionare.
Questo progetto è iniziato lo scorso 28 ottobre con un
incontro di lettura con animata in cui i bambini hanno ascoltato la storia letta
grazie alla voce di una lettrice e da me accompagnata e gestita una
presentazione in power point, con immagini digitali animate, della storia
"Il giardino segreto".
Questo è il quarto anno che portiamo avanti il progetto con
la sezione dei grandi, ma quest'anno abbiamo voluto cambiare storia.
Nelle edizioni precedenti avevamo messo in scena
"L’orto di Tom", una storia incentrata sulle emozioni personificate
dalle verdure, pensata per spiegare ai bimbi che non esistono emozioni giuste o
sbagliate, ma che ognuna ci aiuta a crescere se impariamo ad ascoltarla.
Quest’anno, invece, abbiamo scelto una nuova avventura:
"Il giardino segreto", una storia incentrata alla scoperta della
sensorialità, tra natura e magia. Ogni mercoledì mattina, un passo alla volta,
abbiamo lavorato per un intero anno scolastico, fino ad arrivare al grande
giorno: la messa in scena di mercoledì 3 giugno, durante la festa dei diplomi.
Nel resto del mio tempo, però, ho lavorato "dietro le
quinte" nel mio laboratorio inclusivo. Insieme al supporto delle mie
collaboratrici, ho dato vita alla scenografia e ai gadget di scena, curando
ogni dettaglio per rendere l'atmosfera davvero unica.
Il 3 giugno, complice il meteo che ci ha regalato una
splendida giornata di sole e un po' di fresco, siamo riusciti a rappresentare il
nostro "giardino segreto":
frutto di un anno di impegno comune.
Un grazie di cuore alle maestre della scuola e a tutti i
genitori che mi hanno permesso di svolgere questa attività inclusiva con i loro
meravigliosi bambini.
Grazie infinite a tutto il gruppo delle mie collaboratrici
per il supporto.
Evviva la danza, evviva l’inclusione... e al prossimo anno,
pronti a emozionarci con nuovi bambini e bambine.
Sono Teresa Marcolin, nata a Bassano del Grappa nel 1994 e sono in carrozzina. Ho deciso di creare questo Blog per farvi conoscere il mio Progetto, la mia creatività e il mondo della disabilità. Amo scrivere storie e poesie, accompagnate da una presentazione con immagini semplici, adatte ai bambini dell'infanzia e della scuola primaria.
In questi giorni mi sono
soffermata a leggere alcune notizie sul web e una in particolare mi ha colpita
molto: la visita della principessa Kate Middleton in Italia per conoscere e
approfondire il metodo educativo “Reggio Emilia Approach”. Come narratrice
inclusiva, andando spesso nelle scuole, ho sentito il desiderio di documentarmi
meglio su questo tema e condividere con voi ciò che ho scoperto.
Secondo quanto riportato da
RaiNews, la principessa Kate è tornata in Italia, un Paese che ama molto e dove
in passato ha trascorso alcuni anni da studentessa. Questa volta ha scelto
Reggio Emilia, città famosa in tutto il mondo per i suoi asili modello e per il
celebre approccio educativo nato proprio lì. Nei canali social della
principessa, del principe William e della Royal Foundation sono state
pubblicate immagini della visita agli asili e alla città di Reggio Emilia,
accompagnate da un messaggio dedicato all’importanza delle relazioni e della
connessione nei primi anni di vita dei bambini.
Kate ha incontrato bambini,
insegnanti e famiglie delle scuole “Robinson” e “Diana”, appartenenti al
sistema Reggio Children, partecipando alle attività in modo spontaneo e
semplice. Si è persino cimentata in un laboratorio con l’argilla, “sporcandosi
le mani” insieme ai bambini. Inoltre ha visitato il Centro Internazionale Loris
Malaguzzi, cuore di questo importante progetto educativo. Approfondendo la
notizia attraverso altre fonti, come Fanpage.it, ho scoperto che questo viaggio
rappresenta molto più di una semplice visita istituzionale: da anni infatti la
principessa si occupa dei temi legati all’infanzia e ai primi anni di vita
attraverso la Royal Foundation, fondazione benefica guidata insieme al principe
William. La Royal Foundation sostiene tra le altre cose, progetti legati alla
salute mentale, alle famiglie, ai giovani, alla prima infanzia.
Mi sono quindi documentata anche
sul “Reggio Emilia Approach”, metodo nato al termine della seconda guerra mondiale,
grazie al pedagogista Loris Malaguzzi. Questo approccio educativo vede il
bambino come “soggetto di diritti” e produttore di conoscenza e che il processo
di apprendimento avviene autonomamente, all’interno di una rete di relazioni
sociali tra bambino, educatori e famiglia.
I principi su cui si basa l’approccio
sono:
·
I bambini sono costruttori attivi delle proprie
conoscenze, guidati dai propri interessi;
·
La conoscenza di sé e del mondo avviene e passa
attraverso le relazioni con gli altri;
·
I bambini sono comunicatori e posseggono “100 linguaggi”;
·
Gli adulti sono aiutanti e guide nel processo di
apprendimento.
Grande importanza viene data anche
all’atelier, luogo creativo dove i bambini possono esprimersi attraverso arte, cucina,
musica, movimento, gioco e sperimentazione.
Infatti Malaguzzi parlava dei
“cento linguaggi dei bambini”, cioè dei tantissimi modi con cui ogni bambino
può esprimere sé stesso. La scuola, secondo questa visione, dovrebbe
valorizzare tutte le forme di espressione e non soltanto lettura e scrittura.
L’insegnante non impone
conoscenze, ma accompagna, osserva e guida il bambino nel suo percorso di
crescita, attraverso esperienze, collaborazione e creatività.
In questo metodo non vi è una
metodologia predefinita: si stabiliscono degli obiettivi finali ma si procede
per riconsiderazioni successive delle idee espresse attraverso le attività,
riconsiderando gli obiettivi preposti.
Ho scoperto inoltre che negli
anni sessanta, i nidi e le scuole per l’infanzia comunali furono tra le prime ad
applicare questo approccio pedagogico, diventando oggi un modello conosciuto a
livello internazionale.
Anche Gianni Rodari nel 1972 volle
dare il suo contributo allo sviluppo metodologico, con un ciclo di seminari
tenuti per insegnanti e bambini, e le lezioni furono raccolte nella sua “Grammatica
della fantasia”.
Negli anni ottanta nacque il
primo nucleo dell’attuale Istituzione Scuole e Nidi di Infanzia, per gestire la
rete di servizi educativi offerti alle famiglie, mantenendo integri i tratti
distintivi dell’approccio.
Mi sono documentata anche sulla “Reggio
Children”, organizzazione nata nel 1994 per diffondere nel mondo il metodo
Reggio Emilia Approach attraverso corsi, seminari, progetti educativi,
pubblicazioni e mostre dedicate all’infanzia e all’educazione.
Questa notizia mi ha entusiasmata
moltissimo. Sapere che una principessa è venuta in Italia per conoscere e
valorizzare un modello educativo tutto italiano, basato sull’ascolto, sulla
creatività e sull’inclusione mi ha colpita profondamente.
Il modello educativo di Reggio
Emilia, fondato da Loris Malaguzzi, è un esempio eccellente di educazione
inclusiva in azione. Questo approccio enfatizza la costruzione di comunità
all’interno della classe e l’uso dell’ambiente come “terzo insegnante”. Ogni
bambino è visto come un individuo potente e competente, capace di contribuire
alla propria educazione in modi unici e significativi.
Come narratrice inclusiva, posso
dire che non conoscevo così a fondo questo metodo, ma studiarlo mi ha
arricchita.
Credo da sempre infatti che la
scuola dovrebbe sempre aiutare ogni bambino a far emergere i propri talenti e
le proprie potenzialità. La scuola non dovrebbe essere una gara a chi raggiunge
prima un obiettivo e con una sola modalità valida per tutti, ma una palestra di
vita, un luogo dove crescere insieme, confrontarsi, imparare a collaborare e
sentirsi accolti. Gli insegnanti dovrebbero essere guide e allenatori di una
squadra che condivide idee, emozioni e conoscenze. Insomma, la scuola deve
essere una finestra sul mondo, un luogo di incontro dove ogni bambino può sentirsi
libero di esprimere la propria unicità. Ed è proprio questo il messaggio
inclusivo che, attraverso il mio progetto “Siete pronti per la storia?”, cerco
di portare nelle scuole e nei centri ricreativi, partendo proprio dalla più
tenera età.
“Studi hanno dimostrato che gli
ambienti inclusivi non solo migliorano gli esiti accademici per gli studenti
con bisogni speciali, ma arricchiscono anche gli studenti normodotati,
promuovendo migliori competenze sociali e una maggiore tolleranza per la diversità.”
(Fondo per il contrasto
della povertà educativa minorile)
Termino con l’invito ad
educatori, genitori e responsabili delle politiche a riflettere sull’importanza
dell’inclusività nelle nostre scuole.
Sono Teresa Marcolin, nata a Bassano del Grappa nel 1994 e sono in carrozzina. Ho deciso di creare questo Blog per farvi conoscere il mio Progetto, la mia creatività e il mondo della disabilità. Amo scrivere storie e poesie, accompagnate da una presentazione con immagini semplici, adatte ai bambini dell'infanzia e della scuola primaria.
Anche quest’anno sono tornata alla scuola dell’infanzia XXV aprile. con il mio progetto “Siete pronti per la storia?” Tutto ha inizio un pomeriggio dei primi di ottobre 2025: sul mio cellulare trovo un messaggio da Ida, la mia ex maestra della scuola dell’infanzia XXV Aprile, che mi chiede, come lo scorso anno, se fossi disponibile per alcuni incontri nel periodo primaverile 2026.
Ho subito accettato. Dopo alcuni giorni ho organizzato una videochiamata con il mio staff di lavoro per pianificare tutto e fissare le date. Durante l’incontro telefonico ho preso la mia agenda per verificare le disponibilità e farle combaciare con quelle della scuola, considerando i numerosi impegni di quest’anno legati al progetto.
Una volta definito il calendario, ci siamo risentite più
volte per curare gli ultimi dettagli. I mesi sono passati velocemente e, tra un
impegno e l’altro, siamo arrivati ad aprile… insieme alla primavera! Eccomi
quindi pronta, con tutto il materiale, tanta energia e creatività, per gli
incontri programmati:
Venerdì 10 aprile ho vissuto un incontro che
definirei un “assaggio inclusivo”. Sono stata accolta dai bambini delle
classi verdi e blu: è stato un momento di conoscenza e di amicizia. Ho
raccontato la storia “Un mondo amico”, che affronta i temi
dell’amicizia, della diversità e del valore dell’unicità di ognuno di noi. L’ho presentata con
il kamishibai e la lettura è stata affidata a Letizia, mia mamma, che considero
parte del mio staff. Per questa occasione ho ideato dei gadget speciali e, grazie
all’aiuto pratico del mio staff, sono riuscita a realizzarli e a donarli a
tutti i bambini, le bambine e alle insegnanti.
Venerdì 17 aprile ho vissuto un altro incontro che
definirei “creativo-inclusivo” con i bambini e le bambine della classe
dei verdi. Ho raccontato la storia “Pianeta Terra e Pianeta Aridù”,
dedicata all’importanza dell’acqua e al rispetto di questa risorsa fondamentale
per il nostro pianeta. Anche in questo caso ho utilizzato il kamishibai, con la
lettura di Nicoletta, membro del mio staff. L’incontro si è concluso con un
piccolo laboratorio creativo: i bambini e le bambine hanno realizzato un piccolo lavoretto, un simpatico strumento per ricordare quanto sia importante non sprecare l’acqua.
Martedì 21 aprile ho replicato l’incontro “creativo-inclusivo”
con i bambini della classe dei blu. Ho raccontato nuovamente “Pianeta Terra
e Pianeta Aridù”, sempre con il supporto del kamishibai e la lettura di
Nicoletta. Anche loro hanno partecipato al laboratorio creativo, realizzando lo
stesso strumento per sensibilizzarli sull’uso consapevole dell’elemento acqua.
Sono stati giorni impegnativi, ma pieni di emozioni. I bambini erano curiosi di conoscermi e posso testimoniare che loro non hanno filtri, né pregiudizi o timori verso la diversità. La loro spontaneità arriva dritta al cuore. Ringrazio la scuola per l’accoglienza e la maestra Ida per la sua amicizia speciale che dura da tanti anni.
È sempre bello tornare in un luogo dove si sta bene, dove
ci si sente un po’ come a casa. E la scuola d'infanzia Xxv aprile per me un po' lo è!
Sono Teresa Marcolin, nata a Bassano del Grappa nel 1994 e sono in carrozzina. Ho deciso di creare questo Blog per farvi conoscere il mio Progetto, la mia creatività e il mondo della disabilità. Amo scrivere storie e poesie, accompagnate da una presentazione con immagini semplici, adatte ai bambini dell'infanzia e della scuola primaria.
Sono Teresa Marcolin, nata a Bassano del Grappa nel 1994 e sono in carrozzina. Ho deciso di creare questo Blog per farvi conoscere il mio Progetto, la mia creatività e il mondo della disabilità. Amo scrivere storie e poesie, accompagnate da una presentazione con immagini semplici, adatte ai bambini dell'infanzia e della scuola primaria.
La creatività e l’inclusione sociale non si fermano. Come
avrete visto nelle storie pubblicate, oltre a dedicarmi nel mio laboratorio,
alla preparazione del materiale per i miei progetti, continua “il mio messaggio
inclusivo” nelle scuole e non solo.
Oltre a l’appuntamento fisso settimanale con il progetto “ Danzastorie”
ogni mercoledì mattina all’infanzia di Valrovina, si sono susseguiti degli
altri incontri con il progetto “siete pronti per la storia?” in questi mesi ed
altri si susseguiranno nei prossimi mesi.
Lo scorso 6 dicembre, sono stata nella biblioteca comunale
di Rosà, dove ho presentato una storia raccontata con il kamishibai, dal titolo
“Un mondo Amico” che tratta il tema dell’amicizia e dell’inclusione,
riscoprendo il valore della diversità e dello stare insieme. E’ stata
un’esperienza per me nuova, i bambini hanno partecipato con entusiasmo
all’incontro, svolgendo anche un semplice laboratorio inerente al tema trattato
da me preparato. Ringrazio la biblioteca e il comune per avermi ospitato.
Invece, ieri 20 gennaio, sono stata di nuovo alla scuola
primaria di Travettore, dove ero stata già lo scorso 20 novembre, di cui ne
avevo parlato nel post pubblicato lo scorso 21 novembre; Ieri c’è stato il
secondo incontro e ho lavorato con le classi 3^ e 4^ e ho presentato una storia
che tratta il tema dell’ambiente, dal titolo “Io amo l’ambiente”.
Anche in questa occasione, i bambini hanno svolto un semplice
laboratorio creativo, da me preparato inerente a questo tema trattato. Mi hanno
poi posto una serie di domande curiose per conoscermi, ma la più originale è
stata: “ Ma la tua disabilità è ereditaria di qualcuno in famiglia, oppure è
dovuta ad altri fattori?” La mia
risposta è stata: “la mia disabilità, non deriva da una malattia, e non è
ereditaria, ma è una condizione, data da un problema alla nascita per cui non sono
sono riuscita a respirare e questo ha fatto si che non arrivasse ossigeno al
cervello portando dei danni motori al mio corpo.”
Questo mi fa riflettere sul fatto che i bambini di oggi sanno
molte cose, sono sempre pronti a cogliere nuovi stimoli e ad imparare sempre
cose nuove, anche sui temi di una certa rilevanza nonostante la tenera età.
Ringrazio ancora una volta, la scuola per l’accoglienza
dimostrata e questo mi rende felice.
Per ora, cari lettori del mio diario di bordo i racconti
finiscono qui, ma nella mia agenda inclusiva ci sono altri incontri…
-
A febbraio sarò nuovamente a Travettore, con la
classe quinta ;
-
A marzo sarò nuovamente in biblioteca a Rosà
-
Ad aprile sarò con tre incontri alla scuola
d’infanzia XXV aprile.
-
A maggio ci sarà lo spettacolino del progetto Danzastorie
durante la festa dei diplomi.
“Siete pronti?” Rimanete aggiornati nei social per saperne
di più. A presto.
Sono Teresa Marcolin, nata a Bassano del Grappa nel 1994 e sono in carrozzina. Ho deciso di creare questo Blog per farvi conoscere il mio Progetto, la mia creatività e il mondo della disabilità. Amo scrivere storie e poesie, accompagnate da una presentazione con immagini semplici, adatte ai bambini dell'infanzia e della scuola primaria.
Diario di bordo
È da un po' che non scrivo, sono stata impegnata a organizzare le attività. Oggi, però, mi sono fermata un attimo e ho deciso di scrivere per raccontarvi un po' delle mie esperienze.
Lo scorso 28 ottobre, ho iniziato nella scuola dell’infanzia di Valrovina il progetto “La Danzastorie” in collaborazione con l’insegnante di danza Serena Piccoli. È il quarto anno che questo progetto viene realizzato in questa scuola, con la sezione dei grandi (l’ultimo anno della scuola dell’infanzia). Nei precedenti anni, la storia che abbiamo rappresentato è stata “L’orto di Tom”, che tratta il tema delle emozioni, personificate da verdure, attraverso l’associazione di stati d’animo opposti. Con questa storia, abbiamo spiegato ai bambini che non esiste un’emozione giusta o sbagliata, ma che ogni emozione può aiutarci a crescere, se la facciamo esprimere in noi.
Quest’anno, invece, abbiamo scelto una nuova storia da rappresentare: “Il giardino segreto”, che tratta il tema della scoperta della sensorialità, in un'ambientazione a contatto con la natura e la magia. È iniziata così una nuova avventura!
Ma le esperienze non finiscono qui. Ieri, 20 novembre, sono stata alla scuola primaria di Travettore di Rosà, con il mio progetto “Siete pronti per la storia?”, grazie al contatto che mi ha fornito la mia insegnante di arte, Silvia. Dopo un colloquio conoscitivo lo scorso 13 giugno, ieri ho avuto l’opportunità di proporre una lettura animata con il “Kamishibai con le ruote”. La storia raccontata è stata “Pianeta Terra e Pianeta Aridù”, che parla dell’importanza dell’acqua per la sopravvivenza di tutti gli esseri viventi del pianeta.
Il Kamishibai è stato inventato in Giappone tanti anni fa e veniva usato dai cantastorie per narrare i loro racconti attraverso lo scorrere di immagini all’interno del teatrino. Una volta veniva trasportato su due ruote, quelle della bicicletta del cantastorie che si spostava di paese in paese. Da qui è nata la mia idea di “Kamishibai con le ruote” (quelle della mia carrozzina).
Dopo aver ascoltato la storia, i bambini, curiosissimi di conoscermi, mi hanno posto delle domande, sia sulla storia, sia su come affronto la quotidianità nonostante la disabilità. Le loro domande erano semplici e genuine, come ad esempio: “Come fai a mangiare?” o “Come fai a vestirti?”. Abbiamo così riflettuto insieme sul fatto che, nonostante la diversità e i limiti che essa comporta, si può sempre trovare il modo per vivere una vita felice e il più normale possibile.
Infine, i bambini hanno svolto un piccolo laboratorio creativo che consisteva nella costruzione di una cannuccia che permettesse di far girare i pianeti protagonisti della storia. I bambini hanno colorato e incollato i pianeti con entusiasmo.
Sono soddisfatta di essere stata in questa scuola e ringrazio le maestre per avermi accolta. Continuate a seguirmi, il viaggio dell’inclusione non è ancora terminato!
Sono Teresa Marcolin, nata a Bassano del Grappa nel 1994 e sono in carrozzina. Ho deciso di creare questo Blog per farvi conoscere il mio Progetto, la mia creatività e il mondo della disabilità. Amo scrivere storie e poesie, accompagnate da una presentazione con immagini semplici, adatte ai bambini dell'infanzia e della scuola primaria.
Il campo
sportivo di Valrovina: appello per i giovani e bambini e l’intera comunità
Con questo
post desidero segnalare un fatto che mi sta a cuore, affinché questo possa
essere d’aiuto ai giovani, ai bambini e all’intera comunità del paese di Valrovina.
In qualità
di abitante e di Narratrice Inclusiva, sempre
attenta alle esigenze delle nuove generazioni e al loro futuro, ma anche
sempre attenta a tutti gli abitanti e di chi ha cercato sempre di mantenere
viva la storia di questo paese, vorrei
fare un appello in favore di tutta la comunità di Valrovina. Lo scorso ottobre
sono iniziati i lavori per la sistemazione del campo sportivo che ad oggi non
sono finiti e da qualche mese addirittura fermi, per non so quale cavillo
burocratico o altro, al punto che nella zona degli scavi vi sono cresciuti
arbusti ed erbacce in quantità, non sembra proprio piu’ un campo sportivo, quanto
piuttosto un campo incolto.
Il nostro campo sportivo era sempre stato un luogo di ritrovo e di aggregazione
sociale per tutti gli abitanti, e oltretutto anche l’unico.
I bambini delle scuole d’infanzia e primaria, alla
ricreazione e all’uscita di scuola si ritrovavano a giocare e a correre, a fare
attività fisica con gli istruttori scolastici, e anche i ragazzi più grandi
delle scuole medie e superiori si ritrovano a giocare a calcio. Oggi non lo
possono fare, perché i cantiere è ovviamente bloccato e sono costretti a tirare
qualche pallonata in strada, per non
rinunciare del tutto, con il rischio però di provocare danni a se stessi e agli
altri. Si sa, son ragazzi, e ne hanno tanto bisogno, poi ci lamentiamo che i
giovani non socializzano più e che stanno troppe ore davanti agli schermi!
Inoltre il
campo sportivo veniva usato per la festa paesana “La festa del Maron” che si
celebra ormai da anni ad ottobre e che ora non si può svolgere. Questa festa attira
molta gente da Bassano e non solo e tiene viva la comunità parrocchiale e la
scuola d’infanzia che ne trae anche un beneficio economico dalla festa.
Oggi mi sono
soffermata davanti al campo e ho visto le sue condizioni. Sono molto dispiaciuta
nel vederlo così. Questo è un appello, un invito a tutti i cittadini, ai
genitori, ai nonni e a tutte le persone che possono occuparsene, all’amministrazione
comunale e a chi di competenza, nella speranza che i lavori riprendano e che il
campo sportivo venga sistemato per dare alla comunità di Valrovina il suo
spazio di aggregazione!
Buon impegno
a tutti!
Sono Teresa Marcolin, nata a Bassano del Grappa nel 1994 e sono in carrozzina. Ho deciso di creare questo Blog per farvi conoscere il mio Progetto, la mia creatività e il mondo della disabilità. Amo scrivere storie e poesie, accompagnate da una presentazione con immagini semplici, adatte ai bambini dell'infanzia e della scuola primaria.
Sono Teresa Marcolin, nata a Bassano del Grappa nel 1994 e sono in carrozzina. Ho deciso di creare questo Blog per farvi conoscere il mio Progetto, la mia creatività e il mondo della disabilità. Amo scrivere storie e poesie, accompagnate da una presentazione con immagini semplici, adatte ai bambini dell'infanzia e della scuola primaria.
Diario di
un’anno…
Siamo giunti
all’estate ed è tempo di vacanze e relax. E’ stato un anno ricco di tante esperienze. Da
settembre a novembre circa, assieme alla mia assistente Anna, per la prima
volta ho dovuto studiare e imparare ad usare un nuovo programma, cioè una
piattaforma di progettazione grafica online, che mi ha permesso di poter
costruire le immagini e le animazioni delle mie storie con una maggiore
qualità.
Per imparare
ad usare questo programma ho chiesto aiuto a Giada, una grafica che mi ha dato
degli spunti e delle dritte per usarlo al meglio.
Nel mese di
novembre ho iniziato il progetto “La danzastorie” nella scuola d’infanzia di
Valrovina, nella sezione dei grandi, per il terzo anno consecutivo con la collaborazione
di Serena Piccoli, insegnante di danza e della mia assistente Nicoletta.
Nel mese di dicembre sono stata contattata da
Ida, la mia maestra ora in pensione, che lavorava nella scuola dell’infanzia
XXV Aprile, dove sono andata anch’io, e che attualmente collabora ancora con le
insegnanti dell’istituto. Con Ida sono rimasta sempre in contatto anche se son
passati tanti anni ed essendo lei a conoscenza del mio progetto ha pensato di
propormi di intervenire in due classi nei mesi di gennaio, febbraio e aprile.
Il 9
dicembre ho partecipato ad un workshop online, che ho trovato molto
interessante riguardante la lettura animata e le tecniche per l’uso della voce
nelle letture per l’infanzia oltre a spunti
per la realizzazione di materiali “fai da te” per divertirsi e far divertire i
bambini durante le letture animate, condotto da Erica Forlin, docente di
laboratori teatrali per bambini e ragazzi.
Da febbraio
a maggio circa, assieme a Nicoletta mi sono dedicata alla realizzazione delle
magliette che i bambini avrebbero indossato il giorno dello spettacolo finale.
Da marzo ad
oggi ho avuto l’occasione di fare un corso d’arte con Silvia Scaldaferro,
insegnante d’arte, laureata all’Accademia di Belle Arti di Venezia, che insegna
nelle scuole e tiene corsi d’arte per bambini e adulti. Ho scelto di fare
questa attività sia per una cultura personale sia per ricavare nuovi spunti
creativi per i miei progetti di Narratrice Inclusiva. Ho realizzato molte
creazioni con svariate tecniche artistiche. Con Silvia ho realizzato la storia
“Trasparina” da me dipinta su Kamishibai con l’utilizzo di vari materiali di
cui ne potete trovare una breve presentazione nel video pubblicato nei social.
Inoltre con Silvia ho realizzato dei quadri, con disegnato dei fiori usando la
tecnica di un sacchetto di plastica chiuso e ben stretto per realizzare i
fiori, intingendolo nel colore. Per Pasqua ho realizzato degli ovetti in argilla
che poi ho decorato con colori acrilici.
Per la festa
della mamma, assieme a Silvia ho realizzato un quadro raffigurante i volti di
mia mamma ed io, presi da una foto scattata insieme nel 2023. Inoltre ho realizzato
una collana per la mamma fatta con lana cardata. La lana cardata
nasce dalla tosatura del pelo di vari animali, tra cui pecore, capre,
conigli, lama e cammelli. Dopo la tosatura, il pelo viene lavato per eliminare
la lanolina e successivamente colorato con tinture naturali. Il processo
di cardatura, da cui prende il nome, consiste nel pettinare il pelo grezzo per
rimuovere le impurità, districare i nodi e allineare le fibre. Questo rende la
lana più morbida e facile da lavorare. La tecnica che ho utilizzato è l’infeltrimento ad acqua e
sapone, realizzando delle palline colorate che sono diventate poi una collana
per la festa della mamma. Infine con Silvia ho realizzato dei cornetti rossi con
la tecnica di “cartapesta” per poi attaccarli in una collana, simili ai
cornetti napoletani per le vacanze visto che è risaputo che io ed i miei amici
del mare, quando siamo insieme arriva spesso il brutto tempo e la “solita
nuvoletta di Fantozzi”.
Sempre da
Marzo ad oggi, una volta a settimana viene Bruna, una signora del paese che
collabora ai miei progetti, prestando la sua calda voce nelle letture delle mie
storie. Con lei abbiamo ancora in cantiere una sceneggiatura di una storia sul
tema della pazienza.
Il 28 maggio siamo andati in scena con una
rappresentazione del mio progetto "La danzastorie" presso la scuola
dell'infanzia "Beato Lorenzino" di Valrovina, con la sezione dei
bambini che frequentano l'ultimo anno.
La “performance” è andata benissimo! Sono stata molto soddisfatta di
“aver seminato inclusione” anche quest’anno.
Io assieme ai nostri “piccoli attori” il 10
giugno siamo andati in “trasferta”, mettendo in scena di nuovo lo spettacolo al
centro giovanile di Bassano in occasione della festa per il progetto “Amico
libro”. Abbiamo mostrato così la nostra performance a tutti i bambini delle
scuole dell’infanzia del territorio ed è stato molto emozionante.
Il 20 giugno
per il secondo anno ho realizzato la “merenda inclusiva” con tutti i bambini e
le maestre della scuola d’infanzia di Valrovina, tutti a casa mia per una
merenda e un saluto prima delle vacanze ed è stato molto bello, una bella
mattinata!
Infine ho realizzato
anche qualcosa per me: la testiera per il mio letto. Ho dipinto con i piedi due
tele che poi ho decorato con i colori acrilici. Ho stampato un centinaio di foto
di tutta la mia vita in formato polaroid e poi le ho appeso con delle piccole
mollette ad un filo sopra la testiera. Ora la mia camera è piena di ricordi.
Dopo un anno
di lavoro, ora è tempo di relax, sabato partirò per le mie vacanze al mare…
Grazie anche a tutti i
partecipanti ai vari progetti!
Buone
vacanze!
Sono Teresa Marcolin, nata a Bassano del Grappa nel 1994 e sono in carrozzina. Ho deciso di creare questo Blog per farvi conoscere il mio Progetto, la mia creatività e il mondo della disabilità. Amo scrivere storie e poesie, accompagnate da una presentazione con immagini semplici, adatte ai bambini dell'infanzia e della scuola primaria.
Sono Teresa Marcolin, nata a Bassano del Grappa nel 1994 e sono in carrozzina. Ho deciso di creare questo Blog per farvi conoscere il mio Progetto, la mia creatività e il mondo della disabilità. Amo scrivere storie e poesie, accompagnate da una presentazione con immagini semplici, adatte ai bambini dell'infanzia e della scuola primaria.
Come avete visto nelle storie
dei giorni scorsi ho avuto modo di conoscere e utilizzare questo nuovo
materiale che è la lana cardata.
La lana cardata, nasce dalla tosatura del pelo di vari animali, tra cui
pecore, capre, conigli, lama e cammelli. Dopo la tosatura, il pelo viene lavato per eliminare la
lanolina e successivamente colorato con tinture naturali. Il
processo di cardatura, da cui prende il nome, consiste nel pettinare il pelo
grezzo per rimuovere le impurità, districare i nodi e allineare le fibre. Questo rende la lana più morbida e facile da
lavorare.
TECNICHE DI LAVORAZIONE
La lavorazione della lana cardata può variare a
seconda del tipo di prodotto che si desidera realizzare. Le due tecniche
principali sono l’infeltrimento ad ago e l’infeltrimento ad acqua e sapone.
1. Infeltrimento ad Ago: Questa tecnica richiede aghi speciali e una base di spugna. Gli aghi
vengono utilizzati per pungere ripetutamente la lana, intrecciando le fibre
fino a formare una struttura solida. È ideale per creare figure tridimensionali come animali, bambole e
decorazioni.
2. Infeltrimento ad Acqua e Sapone: In questa tecnica, la lana viene bagnata con acqua calda e sapone e poi manipolata fino a che le fibre si intrecciano e si compattano. È perfetta per creare fogli di feltro, sciarpe e cappelli.
La tecnica che ho utilizzato è l’infeltrimento ad
acqua e sapone, realizzando delle palline colorate che sono diventate poi una
collana per la festa della mamma.
Questo materiale mi ha portato delle sensazioni nuove,
mi ha aiutato a rilassarmi come sorta di fisioterapia, perché ho utilizzato l’acqua
calda con il sapone e il profumo della lana.
Sono Teresa Marcolin, nata a Bassano del Grappa nel 1994 e sono in carrozzina. Ho deciso di creare questo Blog per farvi conoscere il mio Progetto, la mia creatività e il mondo della disabilità. Amo scrivere storie e poesie, accompagnate da una presentazione con immagini semplici, adatte ai bambini dell'infanzia e della scuola primaria.
Ieri, martedì 29 Aprile 2025, sono ritornata alla scuola dell'infanzia "XXV aprile" di Bassano del Grappa, sempre in qualità di Narratrice Inclusiva, per la terza volta quest'anno scolastico, dopo i precedenti incontri di Gennaio e Febbraio. Sono stata invitata sempre nella classe degli azzurri, dalla mia ex maestra Ida, di quando frequentavo io da piccola quella scuola, dalla maestra Luisa, da tutta la classe di bambini che ormai mi conoscono e mi accolgono con allegria.
Dopo l'entusiasmo dovuto al primo incontro di Gennaio, dove ho letto la storia con il Kamishibai sul tema della Pace ("La danza della Pace"), argomento sempre più attuale al giorno d'oggi e successivamente il secondo incontro a Febbraio, in occasione della "Giornata dei calzini spaiati" ("Neve di Primavera"), ieri, il terzo incontro, ho proposto la storia ("Pianeta Terra e Pianeta Aridù) che tratta il tema del rispetto per il nostro Pianeta Terra e l'importanza dell'elemento acqua per la sopravvivenza degli esseri umani e di tutti gli esseri viventi. E' calzata proprio a pennello, non solo per la Giornata Mondiale della Terra che si è celebrata lo scorso 22 Aprile, ma anche perché i bambini nel programma didattico di quest'anno scolastico, stanno affrontando il tema dell'acqua, del cielo e dei pianeti che compongono l'universo.
Quindi, dopo aver ascoltato la storia da me scritta e dipinta nel rotolo che scorre nel mio teatrino di legno, chiamato Kamishibai, che ormai anche voi conoscete, i bambini hanno ragionato sull'importanza dell'acqua per la nostra sopravvivenza, abbiamo riflettuto sulle buone pratiche del non sprecare l'acqua, ad esempio quando si è in mensa e si riempie troppo il bicchiere e poi non lo si finisce e si butta via l'acqua! Poi sull'importanza dell'acqua per le nostre piante, fiori e campi, terre e orti, sull'importanza di non lasciare aperti i rubinetti mentre ci si lava i denti e le mani, quando ci si fa la doccia, bisogna chiudere i rubinetti quando ci insaponiamo e mentre con la vasca c'è più spreco, con la doccia ce n'é meno.
Sono emerse tante belle riflessioni, semplici e genuine come solo un bambino sa fare, ma una delle riflessioni che mi è piaciuta di più è stata una domanda di un bambino: "Ma nel deserto che non c'è acqua e ci sono solo le oasi, chi ha portato l'acqua lì, Dio?" Ci sono state altre belle riflessioni e curiosità sul tema, che hanno aiutato il gruppo a riflettere su questo importante argomento dell'acqua e dell'importanza di non sprecarla per il bene comune. Abbiamo anche ragionato sul fatto che purtroppo in alcuni Paesi del Mondo, l'acqua non arriva direttamente nelle case, ma bisogna andare a prenderla nei pozzi... o addirittura manca del tutto e questo crea povertà e scarsa salute, non ci si può né lavare, nè mangiare nè bere. .. Insomma abbiamo capito che senza acqua non si può vivere ed è importante non sprecarla!
Per concretizzare il tutto, i bambini hanno realizzato un piccolo lavoretto da me ideato: ognuno doveva colorare due pianeti disegnati e ritagliati, utilizzando colori come blu, marrone e verde per il nostro Pianeta Terra, mentre giallo, rosso e arancione per Aridù, il pianeta senz'acqua. Poi li abbiamo incollati uno sull'altro e attaccati ad una cannuccia, come fosse il loro asse, in modo che girandola si potessero vedere le due facce dei pianeti colorati.
Lascio anche a voi adulti che leggete questo post il link per ascoltare questa canzone che ho fatto ascoltare ai bambini e ricordiamoci anche noi che....
"CHI SPRECA L'ACQUA E' MATTOOOOOOOOOO!
https://www.youtube.com/watch?v=hqgfIHgK2ow
Grazie maestre del XXV aprile, Sezione Azzurri!!
Sono Teresa Marcolin, nata a Bassano del Grappa nel 1994 e sono in carrozzina. Ho deciso di creare questo Blog per farvi conoscere il mio Progetto, la mia creatività e il mondo della disabilità. Amo scrivere storie e poesie, accompagnate da una presentazione con immagini semplici, adatte ai bambini dell'infanzia e della scuola primaria.
Ho avuto l’idea di approfondire che cosa è l’arte terapia visti i numerosi
lavori che sto realizzando in questo periodo, con il progetto “siete pronti per
la storia?” Tra le molte creazioni ho dipinto con svariate tecniche artistiche.
Da giorni penso a cosa serve l’arte, a quali benefici ha sull'essere umano abile
e non. Nasce così questo approfondimento che voglio condividere con voi:
L’Arteterapia nel nostro Paese è una disciplina relativamente giovane, dato
che ha iniziato a diffondersi a partire dagli anni ’80, come insieme di
tecniche terapeutiche, che utilizzano, come strumento privilegiato, il ricorso all'espressione artistica e più nello specifico le arti visive, per promuovere
la riabilitazione cognitiva, una migliore comprensione delle complesse
dinamiche mentali di un individuo ed il miglioramento della vita. L’arte come
terapia, permetterebbe agli individui di esprimere in maniera creativa il
proprio vissuto interiore, favorendo lo sviluppo personale ed emotivo.
L’Arteterapia inoltre permette di:
Gli ambiti in cui viene adoperata l’Arteterapia sono principalmente:
Le forme d’arte principalmente utilizzate in Arteterapia sono:
L’utilizzo dell’Arteterapia è possibile sia nei bambini che negli
adolescenti e anche negli adulti.
Essa è largamente apprezzata come strumento di sostegno nelle cure
psichiatriche di persone con gravi disturbi psichici, nelle forme di disabilità,
con gli autistici, nei casi di patologie neurologiche oppure per i pazienti
affetti da patologie croniche, o in attesa di essere sottoposti ad importanti
interventi chirurgici, come ad esempio i pazienti oncologici.
L’ Arteterapia si rivela come una disciplina capace di rafforzare le
potenzialità individuali, educando alla trasformazione creativa al fine di
costituire uno spazio mentale in cui poter incontrare autenticamente Sé stessi.
Per me dipingere e costruire le mie attività per bambini nel mio laboratorio
è un po’ come liberarmi e occupare la mente in qualcosa che mi fa stare bene.
“Chi lavora con le sue mani è un lavoratore. Chi lavora con le sue mani
e la sua testa è un artigiano. Chi lavora con le sue mani e la sua testa ed il
suo cuore è un artista.”
Francesco d’Assisi
Sono Teresa Marcolin, nata a Bassano del Grappa nel 1994 e sono in carrozzina. Ho deciso di creare questo Blog per farvi conoscere il mio Progetto, la mia creatività e il mondo della disabilità. Amo scrivere storie e poesie, accompagnate da una presentazione con immagini semplici, adatte ai bambini dell'infanzia e della scuola primaria.
Il 27 marzo si celebra la 63ª Giornata Mondiale del Teatro, un’iniziativa istituita nel 1961 su proposta del drammaturgo finlandese Arvi Kivimaa nel corso del IX Congresso dell’Istituto Internazionale del Teatro (ITI).
La prima Giornata Mondiale si svolse il 27 marzo 1962 a Parigi, con l’inaugurazione della stagione del Teatro delle Nazioni e da allora si celebra in un centinaio di Paesi del mondo nei Centri Nazionali dell’ITI.
Ogni anno la ricorrenza si caratterizza per un messaggio sul teatro e sulla pace che un’importante personalità del mondo dello spettacolo rivolge alla comunità internazionale.
Nel corso degli anni tra i testimonial che si sono succeduti, anche artisti italiani del calibro di Luchino Visconti (1973) e Dario Fo (2013) sono stati autori del messaggio della Giornata, mentre più di recente sono stati protagonisti l’attrice egiziana Samiha Ayoub (2023) e il drammaturgo norvegese Jon Fosse che lo scorso anno, con la riflessione L’arte è Pace, ha sottolineato i valori più profondi del teatro, intimamente legati al valore universale dell’arte quale mezzo di esaltazione e promozione della Pace.
Quest’anno, il messaggio è stato affidato all’attore, drammaturgo, regista e pedagogo greco Theodoros Terzopoulos, che riflette sulla capacità del teatro di «sentire il grido di aiuto che i nostri tempi stanno lanciando in un mondo di cittadini impoveriti, rinchiusi in celle di realtà virtuale, trincerate nella loro soffocante privacy».
La domanda che ci poniamo in questa ricorrenza non è tanto se il teatro, forma d’arte che attraversa ormai tre millenni di storia dell’umanità, possa risolvere questioni e problematiche di vasta portata ma, soprattutto, se il palcoscenico e la narrazione teatrale possano ancora oggi indurre la società a riflettere in modo costruttivo sulle proprie debolezze e sui propri errori.
«La capacità del teatro di incidere sulla comunità è stata ampiamente dimostrata dalla storia e dal fatto che esso è sempre stato guardato con sospetto dal potere», spiega Paolo Quazzolo, Professore associato di Storia del Teatro di UniTS.
«Il suo essere spettacolo “dal vivo”, il magnetismo dell’attore che si esibisce dinnanzi al pubblico senza filtri o barriere, le suggestioni profonde che provoca la scena, hanno spesso indotto la censura a imbavagliare il teatro, peraltro senza successo.
La forza del teatro - prosegue il docente del Dipartimento di Studi Umanistici - non è mai venuta meno, anche all’interno di una società che, dopo secoli di lente trasformazioni, ha conosciuto un rapidissimo sviluppo tecnologico. Il cinema prima, la televisione poi, i nuovi media e oggi internet, hanno costituito insidiosi concorrenti per il teatro: eppure esso è sempre sopravvissuto, mantenendo intatta tutta la sua forza persuasiva.
Nel 2020, con la pandemia, i teatri furono i primi a bloccare la loro attività: gli organizzatori, nel tentativo di sopravvivere, ricorsero a mezzi alternativi, spesso trasferendo l’attività artistica su internet, a tal punto che, terminata l’emergenza, si temette che il pubblico non sarebbe più ritornato a popolare le sale teatrali. Non è stato così: gli spettatori, non appena possibile, sono tornati numerosi a teatro, dimostrando, ancora una volta, la forza culturale, sociale e politica che questo mezzo di espressione artistica possiede e sempre continuerà a possedere».
Anch'io contribuisco al teatro con il mio progetto "Kamishibai con le ruote" un teatrino mobile di legno adattato alle mie esigenze. Questo teatrino mi permette di mettere in scena attraverso dei rotoli di carta da me dipinti, le storie che ho scritto in questi anni.
Ho scritto tantissime storie, che negli anni ho illustrato attraverso l'uso del programma informatico power point. Da alcuni anni ho iniziato a narrarle attraverso il kamishibai, di seguito le storie narrate:
in cantiere sto realizzando la storia di Trasparina che affronta il tema del ciclo dell'acqua.
Sono Teresa Marcolin, nata a Bassano del Grappa nel 1994 e sono in carrozzina. Ho deciso di creare questo Blog per farvi conoscere il mio Progetto, la mia creatività e il mondo della disabilità. Amo scrivere storie e poesie, accompagnate da una presentazione con immagini semplici, adatte ai bambini dell'infanzia e della scuola primaria.
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