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      Benvenuti nel mio blog sull'animazione, integrazione, inclusione!    E' un blog che spiega come integrare la disabilità tra b...

sabato 16 maggio 2026

LE NOTIZIE BELLE VANNO DIVULGATE!

 



In questi giorni mi sono soffermata a leggere alcune notizie sul web e una in particolare mi ha colpita molto: la visita della principessa Kate Middleton in Italia per conoscere e approfondire il metodo educativo “Reggio Emilia Approach”. Come narratrice inclusiva, andando spesso nelle scuole, ho sentito il desiderio di documentarmi meglio su questo tema e condividere con voi ciò che ho scoperto.

Secondo quanto riportato da RaiNews, la principessa Kate è tornata in Italia, un Paese che ama molto e dove in passato ha trascorso alcuni anni da studentessa. Questa volta ha scelto Reggio Emilia, città famosa in tutto il mondo per i suoi asili modello e per il celebre approccio educativo nato proprio lì. Nei canali social della principessa, del principe William e della Royal Foundation sono state pubblicate immagini della visita agli asili e alla città di Reggio Emilia, accompagnate da un messaggio dedicato all’importanza delle relazioni e della connessione nei primi anni di vita dei bambini.

Kate ha incontrato bambini, insegnanti e famiglie delle scuole “Robinson” e “Diana”, appartenenti al sistema Reggio Children, partecipando alle attività in modo spontaneo e semplice. Si è persino cimentata in un laboratorio con l’argilla, “sporcandosi le mani” insieme ai bambini. Inoltre ha visitato il Centro Internazionale Loris Malaguzzi, cuore di questo importante progetto educativo. Approfondendo la notizia attraverso altre fonti, come Fanpage.it, ho scoperto che questo viaggio rappresenta molto più di una semplice visita istituzionale: da anni infatti la principessa si occupa dei temi legati all’infanzia e ai primi anni di vita attraverso la Royal Foundation, fondazione benefica guidata insieme al principe William. La Royal Foundation sostiene tra le altre cose, progetti legati alla salute mentale, alle famiglie, ai giovani, alla prima infanzia.

Mi sono quindi documentata anche sul “Reggio Emilia Approach”, metodo nato al termine della seconda guerra mondiale, grazie al pedagogista Loris Malaguzzi. Questo approccio educativo vede il bambino come “soggetto di diritti” e produttore di conoscenza e che il processo di apprendimento avviene autonomamente, all’interno di una rete di relazioni sociali tra bambino, educatori e famiglia.

I principi su cui si basa l’approccio sono:

·       I bambini sono costruttori attivi delle proprie conoscenze, guidati dai propri interessi;

·       La conoscenza di sé e del mondo avviene e passa attraverso le relazioni con gli altri;

·       I bambini sono comunicatori e posseggono “100 linguaggi”;

·       Gli adulti sono aiutanti e guide nel processo di apprendimento.

 Grande importanza viene data anche all’atelier, luogo creativo dove i bambini possono esprimersi attraverso arte, cucina, musica, movimento, gioco e sperimentazione.

Infatti Malaguzzi parlava dei “cento linguaggi dei bambini”, cioè dei tantissimi modi con cui ogni bambino può esprimere sé stesso. La scuola, secondo questa visione, dovrebbe valorizzare tutte le forme di espressione e non soltanto lettura e scrittura.

L’insegnante non impone conoscenze, ma accompagna, osserva e guida il bambino nel suo percorso di crescita, attraverso esperienze, collaborazione e creatività.

In questo metodo non vi è una metodologia predefinita: si stabiliscono degli obiettivi finali ma si procede per riconsiderazioni successive delle idee espresse attraverso le attività, riconsiderando gli obiettivi preposti.

Ho scoperto inoltre che negli anni sessanta, i nidi e le scuole per l’infanzia comunali furono tra le prime ad applicare questo approccio pedagogico, diventando oggi un modello conosciuto a livello internazionale.

Anche Gianni Rodari nel 1972 volle dare il suo contributo allo sviluppo metodologico, con un ciclo di seminari tenuti per insegnanti e bambini, e le lezioni furono raccolte nella sua “Grammatica della fantasia”.

Negli anni ottanta nacque il primo nucleo dell’attuale Istituzione Scuole e Nidi di Infanzia, per gestire la rete di servizi educativi offerti alle famiglie, mantenendo integri i tratti distintivi dell’approccio.

Mi sono documentata anche sulla “Reggio Children”, organizzazione nata nel 1994 per diffondere nel mondo il metodo Reggio Emilia Approach attraverso corsi, seminari, progetti educativi, pubblicazioni e mostre dedicate all’infanzia e all’educazione.

Questa notizia mi ha entusiasmata moltissimo. Sapere che una principessa è venuta in Italia per conoscere e valorizzare un modello educativo tutto italiano, basato sull’ascolto, sulla creatività e sull’inclusione mi ha colpita profondamente.

Il modello educativo di Reggio Emilia, fondato da Loris Malaguzzi, è un esempio eccellente di educazione inclusiva in azione. Questo approccio enfatizza la costruzione di comunità all’interno della classe e l’uso dell’ambiente come “terzo insegnante”. Ogni bambino è visto come un individuo potente e competente, capace di contribuire alla propria educazione in modi unici e significativi.

Come narratrice inclusiva, posso dire che non conoscevo così a fondo questo metodo, ma studiarlo mi ha arricchita.

Credo da sempre infatti che la scuola dovrebbe sempre aiutare ogni bambino a far emergere i propri talenti e le proprie potenzialità. La scuola non dovrebbe essere una gara a chi raggiunge prima un obiettivo e con una sola modalità valida per tutti, ma una palestra di vita, un luogo dove crescere insieme, confrontarsi, imparare a collaborare e sentirsi accolti. Gli insegnanti dovrebbero essere guide e allenatori di una squadra che condivide idee, emozioni e conoscenze. Insomma, la scuola deve essere una finestra sul mondo, un luogo di incontro dove ogni bambino può sentirsi libero di esprimere la propria unicità. Ed è proprio questo il messaggio inclusivo che, attraverso il mio progetto “Siete pronti per la storia?”, cerco di portare nelle scuole e nei centri ricreativi, partendo proprio dalla più tenera età.

“Studi hanno dimostrato che gli ambienti inclusivi non solo migliorano gli esiti accademici per gli studenti con bisogni speciali, ma arricchiscono anche gli studenti normodotati, promuovendo migliori competenze sociali e una maggiore tolleranza per la diversità.” (Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile)

Termino con l’invito ad educatori, genitori e responsabili delle politiche a riflettere sull’importanza dell’inclusività nelle nostre scuole.

giovedì 23 aprile 2026

Siete pronti per la storia al xxv aprile!

 



                                             

Anche quest’anno sono tornata alla scuola dell’infanzia XXV aprile. con il mio progetto “Siete pronti per la storia?”  Tutto ha inizio un pomeriggio dei primi di ottobre 2025: sul mio cellulare trovo un messaggio da Ida, la mia ex maestra della scuola dell’infanzia XXV Aprile, che mi chiede, come lo scorso anno, se fossi disponibile per alcuni incontri nel periodo primaverile 2026.

Ho subito accettato. Dopo alcuni giorni ho organizzato una videochiamata con il mio staff di lavoro per pianificare tutto e fissare le date. Durante l’incontro telefonico ho preso la mia agenda per verificare le disponibilità e farle combaciare con quelle della scuola, considerando i numerosi impegni di quest’anno legati al progetto.

Una volta definito il calendario, ci siamo risentite più volte per curare gli ultimi dettagli. I mesi sono passati velocemente e, tra un impegno e l’altro, siamo arrivati ad aprile… insieme alla primavera! Eccomi quindi pronta, con tutto il materiale, tanta energia e creatività, per gli incontri programmati:

Venerdì 10 aprile ho vissuto un incontro che definirei un “assaggio inclusivo”. Sono stata accolta dai bambini delle classi verdi e blu: è stato un momento di conoscenza e di amicizia. Ho raccontato la storia “Un mondo amico”, che affronta i temi dell’amicizia, della diversità e del valore dell’unicità di ognuno di noi. L’ho presentata con il kamishibai e la lettura è stata affidata a Letizia, mia mamma, che considero parte del mio staff. Per questa occasione ho ideato dei gadget speciali e, grazie all’aiuto pratico del mio staff, sono riuscita a realizzarli e a donarli a tutti i bambini, le bambine e alle insegnanti.

Venerdì 17 aprile ho vissuto un altro incontro che definirei “creativo-inclusivo” con i bambini e le bambine della classe dei verdi. Ho raccontato la storia “Pianeta Terra e Pianeta Aridù”, dedicata all’importanza dell’acqua e al rispetto di questa risorsa fondamentale per il nostro pianeta. Anche in questo caso ho utilizzato il kamishibai, con la lettura di Nicoletta, membro del mio staff. L’incontro si è concluso con un piccolo laboratorio creativo: i bambini e le bambine hanno realizzato un piccolo lavoretto, un simpatico strumento per ricordare quanto sia importante non sprecare l’acqua.

Martedì 21 aprile ho replicato l’incontro “creativo-inclusivo” con i bambini della classe dei blu. Ho raccontato nuovamente “Pianeta Terra e Pianeta Aridù”, sempre con il supporto del kamishibai e la lettura di Nicoletta. Anche loro hanno partecipato al laboratorio creativo, realizzando lo stesso strumento per sensibilizzarli sull’uso consapevole dell’elemento acqua.

Sono stati giorni impegnativi, ma pieni di emozioni. I bambini erano curiosi di conoscermi e posso testimoniare che loro non hanno filtri, né pregiudizi o timori verso la diversità. La loro spontaneità arriva dritta al cuore. Ringrazio la scuola per l’accoglienza e la maestra Ida per la sua amicizia speciale che dura da tanti anni. 

È sempre bello tornare in un luogo dove si sta bene, dove ci si sente un po’ come a casa.  E la scuola d'infanzia Xxv aprile per me un po' lo è! 

lunedì 2 marzo 2026

GRAZIE SCUOLA TRAVETTORE





Ciao a tutti, 
con questo post voglio ringraziare tutta la scuola primaria Marangon di Travettore, per avermi accolta con entusiasmo e accettato di condividere il mio progetto di inclusione in questi mesi.
Le storie che ho raccontato sono state: 
  1. A novembre, con il Kamishibai ho raccontato la storia "Pianeta Terra Pianeta Aridù" a seguire con un laboratorio creativo. Questa storia è stata raccontata alle classi prime e seconde. I bambini in quella occasione hanno partecipato con entusiasmo alla attività proposta e mi hanno fatto domande molto interessanti per conoscermi.
  2. A gennaio, con il power point ho raccontato la storia "Io amo l'ambiente" sempre a seguire un laboratorio creativo. Questa storia è stata raccontata agli alunni di terza e quarta. In quella occasione,  la partecipazione si è manifestata  con entusiasmo sia nella attività proposta, sia riguardo alle  domande interessanti poste per conoscermi.
  3. A fine febbraio con il power point ho raccontato la storia "Neve di primavera" sempre a seguire un laboratorio creativo. Questa storia è stata raccontata ai ragazzi di quinta. I ragazzi in quella occasione hanno partecipato con entusiasmo alla attività proposta e mi hanno fatto domande molto interessanti per conoscermi.
In questa scuola mi sono sentita davvero accolta da tutti gli insegnanti e dal personale Ata, e sono stata molto contenta di esserci andata. 
Una domanda particolare che mi è stata fatta da un ragazzo di quinta è stata: "Com'è vivere con una disabilità, cioè vorrei sapere gli aspetti e negativi e positivi della tua situazione?"
Io gli ho risposto con una battuta "Ma tu sei già laureato o no?", poi gli ho risposto, "vivere con una disabilità  non è ne facile ne difficile. E' una sfida, ormai sono abituata ad affrontare ogni giorno con gli aspetti positivi, cioè che mi permettono di essere qui oggi a mostrarvi il mio lavoro; ma anche gli aspetti negativi che ci possono essere come le varie difficoltà, non solo fisiche ma anche mentali e sociale. Soprattutto, in una società non ancora del tutto inclusiva." 
Ringrazio le maestre in particolare modo la maestra Emanuella Rudella, che ha organizzato tutti gli incontri. 
Al prossimo anno!

mercoledì 21 gennaio 2026

Diario di bordo continua…

                                                                   



La creatività e l’inclusione sociale non si fermano. Come avrete visto nelle storie pubblicate, oltre a dedicarmi nel mio laboratorio, alla preparazione del materiale per i miei progetti, continua “il mio messaggio inclusivo” nelle scuole e non solo.

Oltre a l’appuntamento fisso settimanale con il progetto “ Danzastorie” ogni mercoledì mattina all’infanzia di Valrovina, si sono susseguiti degli altri incontri con il progetto “siete pronti per la storia?” in questi mesi ed altri si susseguiranno nei prossimi mesi.

Lo scorso 6 dicembre, sono stata nella biblioteca comunale di Rosà, dove ho presentato una storia raccontata con il kamishibai, dal titolo “Un mondo Amico” che tratta il tema dell’amicizia e dell’inclusione, riscoprendo il valore della diversità e dello stare insieme. E’ stata un’esperienza per me nuova, i bambini hanno partecipato con entusiasmo all’incontro, svolgendo anche un semplice laboratorio inerente al tema trattato da me preparato. Ringrazio la biblioteca e il comune per avermi ospitato.

Invece, ieri 20 gennaio, sono stata di nuovo alla scuola primaria di Travettore, dove ero stata già lo scorso 20 novembre, di cui ne avevo parlato nel post pubblicato lo scorso 21 novembre; Ieri c’è stato il secondo incontro e ho lavorato con le classi 3^ e 4^ e ho presentato una storia che tratta il tema dell’ambiente, dal titolo “Io amo l’ambiente”. 

Anche in questa occasione, i bambini hanno svolto un semplice laboratorio creativo, da me preparato inerente a questo tema trattato. Mi hanno poi posto una serie di domande curiose per conoscermi, ma la più originale è stata: “ Ma la tua disabilità è ereditaria di qualcuno in famiglia, oppure è dovuta ad altri fattori?”  La mia risposta è stata: “la mia disabilità, non deriva da una malattia, e non è ereditaria, ma è una condizione, data da un problema alla nascita per cui non sono sono riuscita a respirare e questo ha fatto si che non arrivasse ossigeno al cervello portando dei danni motori al mio corpo.”  

Questo mi fa riflettere sul fatto che i bambini di oggi sanno molte cose, sono sempre pronti a cogliere nuovi stimoli e ad imparare sempre cose nuove, anche sui temi di una certa rilevanza nonostante la tenera età.

Ringrazio ancora una volta, la scuola per l’accoglienza dimostrata e questo mi rende felice.

Per ora, cari lettori del mio diario di bordo i racconti finiscono qui, ma nella mia agenda inclusiva ci sono altri incontri…

-            A febbraio sarò nuovamente a Travettore, con la classe quinta ;

-            A marzo sarò nuovamente in biblioteca a Rosà

-            Ad aprile sarò con tre incontri alla scuola d’infanzia XXV aprile.

-            A maggio ci sarà lo spettacolino del progetto Danzastorie durante la festa dei diplomi.

 

“Siete pronti?” Rimanete aggiornati nei social per saperne di più. A presto.

venerdì 21 novembre 2025

Diario di bordo

 Diario di bordo




È da un po' che non scrivo, sono stata impegnata a organizzare le attività. Oggi, però, mi sono fermata un attimo e ho deciso di scrivere per raccontarvi un po' delle mie esperienze.

Lo scorso 28 ottobre, ho iniziato nella scuola dell’infanzia di Valrovina il progetto “La Danzastorie” in collaborazione con l’insegnante di danza Serena Piccoli.  È il quarto anno che questo progetto viene realizzato in questa scuola, con la sezione dei grandi (l’ultimo anno della scuola dell’infanzia). Nei precedenti anni, la storia che abbiamo rappresentato è stata “L’orto di Tom”, che tratta il tema delle emozioni, personificate da verdure, attraverso l’associazione di stati d’animo opposti. Con questa storia, abbiamo spiegato ai bambini che non esiste un’emozione giusta o sbagliata, ma che ogni emozione può aiutarci a crescere, se la facciamo esprimere in noi.

Quest’anno, invece, abbiamo scelto una nuova storia da rappresentare: “Il giardino segreto”, che tratta il tema della scoperta della sensorialità, in un'ambientazione a contatto con la natura e la magia. È iniziata così una nuova avventura!

Ma le esperienze non finiscono qui. Ieri, 20 novembre, sono stata alla scuola primaria di Travettore di Rosà, con il mio progetto “Siete pronti per la storia?”, grazie al contatto che mi ha fornito la mia insegnante di arte, Silvia. Dopo un colloquio conoscitivo lo scorso 13 giugno, ieri ho avuto l’opportunità di proporre una lettura animata con il “Kamishibai con le ruote”. La storia raccontata è stata “Pianeta Terra e Pianeta Aridù”, che parla dell’importanza dell’acqua per la sopravvivenza di tutti gli esseri viventi del pianeta.

Il Kamishibai è stato inventato in Giappone tanti anni fa e veniva usato dai cantastorie per narrare i loro racconti attraverso lo scorrere di immagini all’interno del teatrino. Una volta veniva trasportato su due ruote, quelle della bicicletta del cantastorie che si spostava di paese in paese. Da qui è nata la mia idea di “Kamishibai con le ruote” (quelle della mia carrozzina). 

Dopo aver ascoltato la storia, i bambini, curiosissimi di conoscermi, mi hanno posto delle domande, sia sulla storia, sia su come affronto la quotidianità nonostante la disabilità. Le loro domande erano semplici e genuine, come ad esempio: “Come fai a mangiare?” o “Come fai a vestirti?”. Abbiamo così riflettuto insieme sul fatto che, nonostante la diversità e i limiti che essa comporta, si può sempre trovare il modo per vivere una vita felice e il più normale possibile.

Infine, i bambini hanno svolto un piccolo laboratorio creativo che consisteva nella costruzione di una cannuccia che permettesse di far girare i pianeti protagonisti della storia. I bambini hanno colorato e incollato i pianeti con entusiasmo.

Sono soddisfatta di essere stata in questa scuola e ringrazio le maestre per avermi accolta. Continuate a seguirmi, il viaggio dell’inclusione non è ancora terminato!

venerdì 29 agosto 2025

Il campo sportivo di Valrovina: appello per i giovani e bambini e l’intera comunità

 




Il campo sportivo di Valrovina: appello per i giovani e bambini e l’intera comunità

Con questo post desidero segnalare un fatto che mi sta a cuore, affinché questo possa essere d’aiuto ai giovani, ai bambini e all’intera comunità del paese di Valrovina.

In qualità di abitante e di Narratrice Inclusiva, sempre  attenta alle esigenze delle nuove generazioni e al loro futuro, ma anche sempre attenta a tutti  gli abitanti e di chi ha cercato sempre di mantenere viva la storia di questo paese,  vorrei fare un appello in favore di tutta la comunità di Valrovina. Lo scorso ottobre sono iniziati i lavori per la sistemazione del campo sportivo che ad oggi non sono finiti e da qualche mese addirittura fermi, per non so quale cavillo burocratico o altro, al punto che nella zona degli scavi vi sono cresciuti arbusti ed erbacce in quantità, non sembra proprio piu’ un campo sportivo, quanto piuttosto un campo incolto.
Il nostro campo sportivo era sempre stato un luogo di ritrovo e di aggregazione sociale per tutti gli abitanti, e oltretutto anche l’unico.

 I bambini delle scuole d’infanzia e primaria, alla ricreazione e all’uscita di scuola si ritrovavano a giocare e a correre, a fare attività fisica con gli istruttori scolastici, e anche i ragazzi più grandi delle scuole medie e superiori si ritrovano a giocare a calcio. Oggi non lo possono fare, perché i cantiere è ovviamente bloccato e sono costretti a tirare qualche pallonata  in strada, per non rinunciare del tutto, con il rischio però di provocare danni a se stessi e agli altri. Si sa, son ragazzi, e ne hanno tanto bisogno, poi ci lamentiamo che i giovani non socializzano più e che stanno troppe ore davanti agli schermi!

Inoltre il campo sportivo veniva usato per la festa paesana “La festa del Maron” che si celebra ormai da anni ad ottobre e che ora non si può svolgere. Questa festa attira molta gente da Bassano e non solo e tiene viva la comunità parrocchiale e la scuola d’infanzia che ne trae anche un beneficio economico dalla festa.

Oggi mi sono soffermata davanti al campo e ho visto le sue condizioni. Sono molto dispiaciuta nel vederlo così. Questo è un appello, un invito a tutti i cittadini, ai genitori, ai nonni e a tutte le persone che possono occuparsene, all’amministrazione comunale e a chi di competenza, nella speranza che i lavori riprendano e che il campo sportivo venga sistemato per dare alla comunità di Valrovina il suo spazio di aggregazione!

Buon impegno a tutti! 

martedì 26 agosto 2025

PASSEGGIATA ACCESSIBILE: VAL CANALI AGOSTO 2025




Con questo post volevo intanto augurarvi un buon rientro dalle vacanze, che stanno ormai volgendo al temine per la maggior parte di noi.
Per gli amanti della montagna e per quelli che non ci possono andare per mancata accessibilità nei confronti delle problematiche motorie, voglio raccontarvi la mia esperienza positiva presso Val Canali, località Fiera di Primiero (TN), dove sono stata lo scorso sabato 23 agosto.
Sono andata con la mamma e i miei zii, che conoscevano il posto e mi hanno così proposto una passeggiata accessibile. Subito non ero convinta, perché mi sembrava troppo lontano ma poi, visto che mi piace molto andare per sentieri con la nuova carrozzina e visto che qua in zona non c’è grande accessibilità, ho deciso di andare.
Siamo partiti al mattino dopo colazione e abbiamo raggiunto il lago di Welsperg, dove abbiamo fatto tutta la passeggiata attorno che è pianeggiante. Abbiamo poi raggiunto un rifugio lì vicino da dove parte un sentiero in mezzo al bosco sempre accessibile alle carrozzine che fa parte della tenuta della villa Welsperg, immersa in un grande parco che si estende per circa 20.000 ettari. In questo parco abbiamo visto delle installazioni di vari materiali (cavalli di legno, pannello plexiglass disegnato,…), collocate in diversi punti del parco per sensibilizzare al rispetto dell’ambiente e della biodiversità. La passeggiata è proprio in mezzo al bosco e si possono ammirare in lontananza le pale di San Martino. Si può anche entrare nella villa, ma bisognava prenotare prima, quindi abbiamo visitato l’esterno, dove si può vedere un bellissimo orto. Una volta terminata questa stupenda passeggiata abbiamo attraversato una strada sterrata che porta al laghetto Turchese con una diga sempre accessibile, la cui acqua è, come dice il nome, di un bel colore turchese. Anche lì sono riuscita per la prima volta nella mia vita ad arrivare in riva al lago con la mia carrozzina elettrica ed è stato molto emozionante!
Infine abbiamo fatto un ultimo percorso dentro al bosco, sempre molto accessibile: non avevo mai visto un sentiero immerso nel bosco con una sorta di pavimentazione tipo strada carrabile. In questo punto si poteva scorgere anche una rocca, risalente al XIII secolo, che è stata teatro di guerre, rivolte e assedi. Tutto questo percorso accessibile è come un grande anello che ti riporta poi al punto di partenza, cioè il lago Welsperg.
Sono stata molto felice di fare questa esperienza e ringrazio gli zii Chiara e Roberto per avermi fatto conoscere questi luoghi. Questo però mi ha fatto riflettere su quanto le cose cambiano da regione a regione; abbiamo cercato molto in Veneto, ma per trovare qualcosa di accessibile con la carrozzina abbiamo dovuto andare in Trentino. In tutti questi anni vicino a casa non ho mai trovato nulla di praticabile con la mia carrozzina, pur abitando io in un paese collinare con un sacco di bei sentieri immersi nella natura.
Questo post vuole quindi essere un invito ad altre persone con difficoltà ad andare in questo bellissimo luogo, ma anche un appello a chi di competenza per riflettere e prendere esempio per futuri adeguamenti delle fantastiche risorse venete, che da tanto vorrei visitare e che tutto il mondo ci invidia!
Evviva la natura accessibile!!
 

martedì 24 giugno 2025

Diario di un anno...

 


Diario di un’anno…

Siamo giunti all’estate ed è tempo di vacanze e relax. E’ stato un anno ricco di tante esperienze.   Da settembre a novembre circa, assieme alla mia assistente Anna, per la prima volta ho dovuto studiare e imparare ad usare un nuovo programma, cioè una piattaforma di progettazione grafica online, che mi ha permesso di poter costruire le immagini e le animazioni delle mie storie con una maggiore qualità.

Per imparare ad usare questo programma ho chiesto aiuto a Giada, una grafica che mi ha dato degli spunti e delle dritte per usarlo al meglio.

Nel mese di novembre ho iniziato il progetto “La danzastorie” nella scuola d’infanzia di Valrovina, nella sezione dei grandi, per il terzo anno consecutivo con la collaborazione di Serena Piccoli, insegnante di danza e della mia assistente Nicoletta.

 Nel mese di dicembre sono stata contattata da Ida, la mia maestra ora in pensione, che lavorava nella scuola dell’infanzia XXV Aprile, dove sono andata anch’io, e che attualmente collabora ancora con le insegnanti dell’istituto. Con Ida sono rimasta sempre in contatto anche se son passati tanti anni ed essendo lei a conoscenza del mio progetto ha pensato di propormi di intervenire in due classi nei mesi di gennaio, febbraio e aprile.

Il 9 dicembre ho partecipato ad un workshop online, che ho trovato molto interessante riguardante la lettura animata e le tecniche per l’uso della voce nelle letture per l’infanzia oltre  a spunti per la realizzazione di materiali “fai da te” per divertirsi e far divertire i bambini durante le letture animate, condotto da Erica Forlin, docente di laboratori teatrali per bambini e ragazzi.

Da febbraio a maggio circa, assieme a Nicoletta mi sono dedicata alla realizzazione delle magliette che i bambini avrebbero indossato il giorno dello spettacolo finale.

Da marzo ad oggi ho avuto l’occasione di fare un corso d’arte con Silvia Scaldaferro, insegnante d’arte, laureata all’Accademia di Belle Arti di Venezia, che insegna nelle scuole e tiene corsi d’arte per bambini e adulti. Ho scelto di fare questa attività sia per una cultura personale sia per ricavare nuovi spunti creativi per i miei progetti di Narratrice Inclusiva. Ho realizzato molte creazioni con svariate tecniche artistiche. Con Silvia ho realizzato la storia “Trasparina” da me dipinta su Kamishibai con l’utilizzo di vari materiali di cui ne potete trovare una breve presentazione nel video pubblicato nei social. Inoltre con Silvia ho realizzato dei quadri, con disegnato dei fiori usando la tecnica di un sacchetto di plastica chiuso e ben stretto per realizzare i fiori, intingendolo nel colore. Per Pasqua ho realizzato degli ovetti in argilla che poi ho decorato con colori acrilici.

Per la festa della mamma, assieme a Silvia ho realizzato un quadro raffigurante i volti di mia mamma ed io, presi da una foto scattata insieme nel 2023. Inoltre ho realizzato una collana per la mamma fatta con lana cardata. La lana cardata nasce dalla tosatura del pelo di vari animali, tra cui pecore, capre, conigli, lama e cammelli. Dopo la tosatura, il pelo viene lavato per eliminare la lanolina e successivamente colorato con tinture naturali. Il processo di cardatura, da cui prende il nome, consiste nel pettinare il pelo grezzo per rimuovere le impurità, districare i nodi e allineare le fibre. Questo rende la lana più morbida e facile da lavorare. La tecnica che ho utilizzato è l’infeltrimento ad acqua e sapone, realizzando delle palline colorate che sono diventate poi una collana per la festa della mamma. Infine con Silvia ho realizzato dei cornetti rossi con la tecnica di “cartapesta” per poi attaccarli in una collana, simili ai cornetti napoletani per le vacanze visto che è risaputo che io ed i miei amici del mare, quando siamo insieme arriva spesso il brutto tempo e la “solita nuvoletta di Fantozzi”.

Sempre da Marzo ad oggi, una volta a settimana viene Bruna, una signora del paese che collabora ai miei progetti, prestando la sua calda voce nelle letture delle mie storie. Con lei abbiamo ancora in cantiere una sceneggiatura di una storia sul tema della pazienza.

Il  28 maggio siamo andati in scena con una rappresentazione del mio progetto "La danzastorie" presso la scuola dell'infanzia "Beato Lorenzino" di Valrovina, con la sezione dei bambini che frequentano l'ultimo anno.   La “performance” è andata benissimo! Sono stata molto soddisfatta di “aver seminato inclusione” anche quest’anno.

 Io assieme ai nostri “piccoli attori” il 10 giugno siamo andati in “trasferta”, mettendo in scena di nuovo lo spettacolo al centro giovanile di Bassano in occasione della festa per il progetto “Amico libro”. Abbiamo mostrato così la nostra performance a tutti i bambini delle scuole dell’infanzia del territorio ed è stato molto emozionante.

Il 20 giugno per il secondo anno ho realizzato la “merenda inclusiva” con tutti i bambini e le maestre della scuola d’infanzia di Valrovina, tutti a casa mia per una merenda e un saluto prima delle vacanze ed è stato molto bello, una bella mattinata!

Infine ho realizzato anche qualcosa per me: la testiera per il mio letto. Ho dipinto con i piedi due tele che poi ho decorato con i colori acrilici. Ho stampato un centinaio di foto di tutta la mia vita in formato polaroid e poi le ho appeso con delle piccole mollette ad un filo sopra la testiera. Ora la mia camera è piena di ricordi.

Dopo un anno di lavoro, ora è tempo di relax, sabato partirò per le mie vacanze al mare… Grazie anche a tutti i partecipanti ai vari progetti!

Buone vacanze!

venerdì 30 maggio 2025

LA DANZASTORIE VA IN SCENA…SEMINIAMO INCLUSIONE!

 


Mercoledì scorso 28 maggio siamo andati in scena con una rappresentazione del mio progetto "La danzastorie"[1] presso la scuola dell'infanzia "Beato Lorenzino" di Valrovina, con la sezione dei bambini che frequentano l'ultimo anno.   
È il terzo anno consecutivo che questa rappresentazione viene proposta, grazie alla collaborazione di Serena Piccoli, insegnante di danza, con la quale abbiamo realizzato la coreografia.
Il progetto è iniziato un lunedì di fine ottobre, quando ho presentato ai bambini l’attività che dovevano svolgere assieme a me e la maestra di danza nel corso dell’anno scolastico; n quell’occasione ho letto la storia "L'Orto di Tom" assieme alla mia lettrice Nicoletta.  A differenza degli anni scorsi la storia è stata rinnovata sia nel contenuto che nelle immagini, presentate con una qualità migliore in power point. Come sempre ho fatto scorrere le slides durante la lettura con il mio computer proiettandole in una tv. Anche le musiche, la coreografia e qualche piccolo dettaglio scenografico sono stati migliorati rispetto alle scorse edizioni.  A partire da novembre sono cominciati i nostri incontri settimanali, lunedì dopo lunedì, per sette mesi ci siamo trovati, provando e riprovando abbiamo cercato di assegnare le parti ad ogni bambino, a volte riaggiustando il tiro, per poi finalmente realizzare la coreografia finale. In questi lunghi e bellissimi mesi di creatività, non ho progettato solo a scuola, ma anche “Dietro le quinte”, nel mio laboratorio in taverna, dover ho realizzato le magliette da indossare il giorno dello spettacolo. Partendo da un prototipo digitale, ricavato da una piattaforma di progettazione grafica online, ho realizzato le immagini (dei cesti contenenti le verdure protagoniste della storia) da dipingere sulle magliette; con l’aiuto della mia assistente abbiamo creato degli stencil sui quali io potevo dipingere le figure. Per riadattarle alla nuova versione della storia, ho anche riverniciato le scenografie (staccionata e siepe) che l’hanno scorso mi aveva gentilmente creato l’architetto, mio amico, Andrea Alberti. Per migliorarci sempre più, ho realizzato anche delle magliette da me dipinte per il mio staff con la scritta “Seminiamo inclusione”.   E infine ho abbellito il “trattore di Tom”, ops, scusate, intendevo dire la mia carrozzina, con secchiello e annaffiatoio! La storia è stata letta da Bruna, una mia collaboratrice che da qualche anno si è resa disponibile nel prestare la sua voce calda e coinvolgente. 
 L’orto di Tom è una storia che parla delle emozioni, attraverso stati d’animo opposti, spiegando ai bambini che non esiste un’emozione giusta o sbagliata, ma ogni emozione può aiutarci a crescere, se la accettiamo e se impariamo a gestirla.
 La “performance” è andata benissimo! Sono stata molto soddisfatta di “aver seminato inclusione” anche quest’anno.
Vorrei ringraziare tutto il mio staff che mi supporta: Bruna, Serena, Nicoletta, Letizia e Clara.
Un grazie speciale va poi alle maestre della scuola d’infanzia di Valrovina che dal 2016 ad oggi accolgono con entusiasmo i miei progetti e ai genitori che hanno assistito alla performance.
Ma non è ancora del tutto finito, i nostri “piccoli attori” il 10 giugno andranno in “trasferta”, mettendo in scena di nuovo lo spettacolo al centro giovanile di Bassano in occasione della festa per il progetto “Amico libro”; mostreremo così la nostra performance a tutti i bambini delle scuole dell’infanzia del territorio.  

 



[1]Nato nel 2022 “La Danzastorie” è un sub-progetto di “Siete Pronti per la Storia?”, un progetto di narrazione di storie animate, creato nel 2016 che con gli anni ho sviluppato in varie modalità artistiche. Il progetto è nato proprio qui nella scuola di Valrovina, grazie alla collaborazione delle maestre e negli anni sono riuscita ad attuarlo in altre scuole del territorio. Il filo conduttore di questo progetto, non è solo quello di raccontare le storie ai bambini, ma di offrire loro la conoscenza della disabilità e della diversità fin dalla più tenera età, insegnando a bambini, ragazzi ed adulti che ognuno di noi è diverso e può avere delle difficoltà, l’importante è saper accettarne i limiti e gli svantaggi, abbattendo le barriere fisiche, mentali e sociali, e “Seminando l’inclusione di tutti”.
Nel progetto “La danzastorie” per la prima volta i bambini non sono più spettatori, ma attori della storia.
 



mercoledì 14 maggio 2025

Alla scoperta della lana cardata





Come avete visto nelle storie dei giorni scorsi ho avuto modo di conoscere e utilizzare questo nuovo materiale che è la lana cardata.

La lana cardata, nasce dalla tosatura del pelo di vari animali, tra cui pecore, capre, conigli, lama e cammelli. Dopo la tosatura, il pelo viene lavato per eliminare la lanolina e successivamente colorato con tinture naturali. Il processo di cardatura, da cui prende il nome, consiste nel pettinare il pelo grezzo per rimuovere le impurità, districare i nodi e allineare le fibre. Questo rende la lana più morbida e facile da lavorare.

TECNICHE DI LAVORAZIONE

La lavorazione della lana cardata può variare a seconda del tipo di prodotto che si desidera realizzare. Le due tecniche principali sono l’infeltrimento ad ago e l’infeltrimento ad acqua e sapone.

1.    Infeltrimento ad Ago: Questa tecnica richiede aghi speciali e una base di spugna. Gli aghi vengono utilizzati per pungere ripetutamente la lana, intrecciando le fibre fino a formare una struttura solida. È ideale per creare figure tridimensionali come animali, bambole e decorazioni.

2.    Infeltrimento ad Acqua e Sapone: In questa tecnica, la lana viene bagnata con acqua calda e sapone e poi manipolata fino a che le fibre si intrecciano e si compattano. È perfetta per creare fogli di feltro, sciarpe e cappelli.

La tecnica che ho utilizzato è l’infeltrimento ad acqua e sapone, realizzando delle palline colorate che sono diventate poi una collana per la festa della mamma.

Questo materiale mi ha portato delle sensazioni nuove, mi ha aiutato a rilassarmi come sorta di fisioterapia, perché ho utilizzato l’acqua calda con il sapone e il profumo della lana.


mercoledì 30 aprile 2025

CHI SPRECA L'ACQUA E' MATTOOOOOOO!

 



Ieri, martedì 29 Aprile 2025, sono ritornata alla scuola dell'infanzia "XXV aprile" di Bassano del Grappa, sempre in qualità di Narratrice Inclusiva, per la terza volta  quest'anno scolastico, dopo i precedenti incontri di Gennaio e Febbraio. Sono stata invitata sempre nella classe degli azzurri, dalla mia ex maestra Ida, di quando frequentavo io da piccola quella scuola, dalla maestra Luisa, da tutta la classe di bambini che ormai mi conoscono e mi accolgono con allegria.

Dopo l'entusiasmo dovuto  al primo incontro di Gennaio,  dove ho letto  la storia con il Kamishibai  sul tema della Pace ("La danza della Pace"),  argomento sempre più attuale  al giorno d'oggi e successivamente il secondo incontro a Febbraio, in occasione della "Giornata dei calzini spaiati" ("Neve di Primavera"), ieri, il terzo incontro, ho proposto la storia ("Pianeta Terra e Pianeta Aridù)  che tratta il tema del rispetto per il nostro Pianeta Terra e l'importanza dell'elemento acqua per la sopravvivenza degli esseri umani e di  tutti gli esseri viventi. E' calzata proprio a pennello, non solo per la Giornata Mondiale della Terra che si è celebrata lo scorso 22 Aprile, ma anche perché i bambini nel programma didattico di quest'anno scolastico, stanno affrontando il tema dell'acqua, del cielo  e dei pianeti che compongono l'universo.

Quindi, dopo aver ascoltato la storia da me scritta e dipinta nel rotolo che scorre nel mio teatrino di legno, chiamato Kamishibai, che ormai anche voi conoscete, i bambini hanno ragionato sull'importanza dell'acqua per la nostra sopravvivenza, abbiamo  riflettuto sulle buone pratiche del non sprecare l'acqua, ad esempio quando si è in mensa e si riempie troppo il bicchiere e poi non lo si finisce e si butta via l'acqua! Poi sull'importanza dell'acqua per le nostre piante, fiori e campi, terre e orti, sull'importanza di non lasciare aperti i rubinetti mentre ci si lava i denti e le mani, quando ci si fa la doccia, bisogna chiudere i rubinetti quando ci  insaponiamo e mentre con la vasca c'è più  spreco, con la doccia ce n'é meno.

Sono emerse tante belle riflessioni, semplici e genuine come solo un bambino sa fare, ma una delle riflessioni che mi è piaciuta di più è stata una domanda di un bambino: "Ma nel deserto che non c'è acqua e ci sono solo le oasi, chi ha portato l'acqua lì, Dio?" Ci sono  state altre belle riflessioni e curiosità sul tema, che hanno aiutato il gruppo  a riflettere su questo importante argomento dell'acqua e dell'importanza  di non sprecarla per il bene comune. Abbiamo anche ragionato sul fatto che purtroppo in alcuni Paesi del Mondo, l'acqua non  arriva direttamente nelle case, ma bisogna andare a prenderla nei pozzi... o addirittura manca del tutto e questo crea povertà e scarsa salute, non ci si può né lavare, nè mangiare nè bere.  .. Insomma abbiamo capito che senza acqua non  si può vivere ed è importante non sprecarla!

Per concretizzare il tutto, i bambini hanno realizzato un piccolo lavoretto da me ideato: ognuno doveva colorare due pianeti disegnati e ritagliati, utilizzando colori come blu, marrone e verde per il nostro Pianeta Terra, mentre giallo, rosso e arancione per Aridù, il pianeta senz'acqua. Poi li abbiamo incollati  uno sull'altro e attaccati ad una cannuccia, come fosse il loro asse, in modo che girandola si potessero vedere le due facce dei pianeti colorati.

Lascio anche a voi adulti che leggete questo post il link per ascoltare questa canzone che ho fatto ascoltare ai bambini e ricordiamoci anche noi che....

                                       "CHI SPRECA L'ACQUA E' MATTOOOOOOOOOO!

https://www.youtube.com/watch?v=hqgfIHgK2ow

Grazie maestre del XXV aprile, Sezione Azzurri!!



venerdì 4 aprile 2025

APPROFONDIMENTO SU L' ARTE TERAPIA

 


Ho avuto l’idea di approfondire che cosa è l’arte terapia visti i numerosi lavori che sto realizzando in questo periodo, con il progetto “siete pronti per la storia?” Tra le molte creazioni ho dipinto con svariate tecniche artistiche. Da giorni penso a cosa serve l’arte, a quali benefici ha sull'essere umano abile e non. Nasce così questo approfondimento che voglio condividere con voi:

L’Arteterapia nel nostro Paese è una disciplina relativamente giovane, dato che ha iniziato a diffondersi a partire dagli anni ’80, come insieme di tecniche terapeutiche, che utilizzano, come strumento privilegiato, il ricorso all'espressione artistica e più nello specifico le arti visive, per promuovere la riabilitazione cognitiva, una migliore comprensione delle complesse dinamiche mentali di un individuo ed il miglioramento della vita. L’arte come terapia, permetterebbe agli individui di esprimere in maniera creativa il proprio vissuto interiore, favorendo lo sviluppo personale ed emotivo.

L’Arteterapia inoltre permette di:

  •  Esprimere emozioni e sentimenti difficili da verbalizzare attraverso le parole
  • Esplorare l’immaginazione e la creatività
  • Migliorare l’autostima
  • Aumentare la capacità di comunicazione
  • Ridurre ansia e stress
  • Favorire l’autoconsapevolezza e l’autoriflessione
  • Migliorare le abilità cognitive, quali ad esempio: concentrazione, attenzione e memoria.

Gli ambiti in cui viene adoperata l’Arteterapia sono principalmente:

  • cura
  • riabilitazione
  • educazione
  • prevenzione
  • promozione della salute

Le forme d’arte principalmente utilizzate in Arteterapia sono:

  • arti visive
  • scrittura
  • danza
  • musica
  • teatro
  • cinematografia

L’utilizzo dell’Arteterapia è possibile sia nei bambini che negli adolescenti e anche negli adulti.

Essa è largamente apprezzata come strumento di sostegno nelle cure psichiatriche di persone con gravi disturbi psichici, nelle forme di disabilità, con gli autistici, nei casi di patologie neurologiche oppure per i pazienti affetti da patologie croniche, o in attesa di essere sottoposti ad importanti interventi chirurgici, come ad esempio i pazienti oncologici.

L’ Arteterapia si rivela come una disciplina capace di rafforzare le potenzialità individuali, educando alla trasformazione creativa al fine di costituire uno spazio mentale in cui poter incontrare autenticamente Sé stessi.

Per me dipingere e costruire le mie attività per bambini nel mio laboratorio è un po’ come liberarmi e occupare la mente in qualcosa che mi fa stare bene.

“Chi lavora con le sue mani è un lavoratore. Chi lavora con le sue mani e la sua testa è un artigiano. Chi lavora con le sue mani e la sua testa ed il suo cuore è un artista.”
Francesco d’Assisi

giovedì 27 marzo 2025

GIORNATA MONDIALE DEL TEATRO

 



Il 27 marzo si celebra la 63ª Giornata Mondiale del Teatro, un’iniziativa istituita nel 1961 su proposta del drammaturgo finlandese Arvi Kivimaa nel corso del IX Congresso dell’Istituto Internazionale del Teatro (ITI).

La prima Giornata Mondiale si svolse il 27 marzo 1962 a Parigi, con l’inaugurazione della stagione del Teatro delle Nazioni e da allora si celebra in un centinaio di Paesi del mondo nei Centri Nazionali dell’ITI.

Ogni anno la ricorrenza si caratterizza per un messaggio sul teatro e sulla pace che un’importante personalità del mondo dello spettacolo rivolge alla comunità internazionale. 

Nel corso degli anni tra i testimonial che si sono succeduti, anche artisti italiani del calibro di Luchino Visconti (1973) e Dario Fo (2013) sono stati autori del messaggio della Giornata, mentre più di recente sono stati protagonisti l’attrice egiziana Samiha Ayoub (2023) e il drammaturgo norvegese Jon Fosse che lo scorso anno, con la riflessione L’arte è Pace, ha sottolineato i valori più profondi del teatro, intimamente legati al valore universale dell’arte quale mezzo di esaltazione e promozione della Pace.

Quest’anno, il messaggio è stato affidato all’attore, drammaturgo, regista e pedagogo greco Theodoros Terzopoulos, che riflette sulla capacità del teatro di «sentire il grido di aiuto che i nostri tempi stanno lanciando in un mondo di cittadini impoveriti, rinchiusi in celle di realtà virtuale, trincerate nella loro soffocante privacy».

La domanda che ci poniamo in questa ricorrenza non è tanto se il teatro, forma d’arte che attraversa ormai tre millenni di storia dell’umanità, possa risolvere questioni e problematiche di vasta portata ma, soprattutto, se il palcoscenico e la narrazione teatrale possano ancora oggi indurre la società a riflettere in modo costruttivo sulle proprie debolezze e sui propri errori.

«La capacità del teatro di incidere sulla comunità è stata ampiamente dimostrata dalla storia e dal fatto che esso è sempre stato guardato con sospetto dal potere», spiega Paolo Quazzolo, Professore associato di Storia del Teatro di UniTS.

«Il suo essere spettacolo “dal vivo”, il magnetismo dell’attore che si esibisce dinnanzi al pubblico senza filtri o barriere, le suggestioni profonde che provoca la scena, hanno spesso indotto la censura a imbavagliare il teatro, peraltro senza successo.

La forza del teatro - prosegue il docente del Dipartimento di Studi Umanistici - non è mai venuta meno, anche all’interno di una società che, dopo secoli di lente trasformazioni, ha conosciuto un rapidissimo sviluppo tecnologico. Il cinema prima, la televisione poi, i nuovi media e oggi internet, hanno costituito insidiosi concorrenti per il teatro: eppure esso è sempre sopravvissuto, mantenendo intatta tutta la sua forza persuasiva.

Nel 2020, con la pandemia, i teatri furono i primi a bloccare la loro attività: gli organizzatori, nel tentativo di sopravvivere, ricorsero a mezzi alternativi, spesso trasferendo l’attività artistica su internet, a tal punto che, terminata l’emergenza, si temette che il pubblico non sarebbe più ritornato a popolare le sale teatrali. Non è stato così: gli spettatori, non appena possibile, sono tornati numerosi a teatro, dimostrando, ancora una volta, la forza culturale, sociale e politica che questo mezzo di espressione artistica possiede e sempre continuerà a possedere».

Anch'io contribuisco al teatro con il mio progetto "Kamishibai con le ruote"  un teatrino mobile di legno adattato alle mie esigenze. Questo teatrino mi permette di mettere in scena attraverso dei rotoli di carta da me dipinti, le storie che ho scritto in questi anni.

Ho scritto tantissime storie,  che negli anni ho illustrato attraverso l'uso del programma informatico  power point. Da alcuni anni ho iniziato a narrarle attraverso il kamishibai, di seguito le storie narrate:

  • Pianeta Terra e pianeta Aridù:  riguarda l'importanza di non sprecare l'acqua e avere cura del nostro pianeta.
  • Un mondo amico: riguarda l'amicizia e l'inclusione della diversità nel mondo.
  • La danza della pace: riguarda la pace nel mondo e i suoi colori.

in cantiere sto realizzando la storia di Trasparina che affronta il tema del ciclo dell'acqua.

martedì 18 marzo 2025

TECNICA ACQUERELLO BAGNATO SU BAGNATO CON MAGIA FINALE




Oggi vi presento la tecnica di acquerello bagnato su bagnato che ho utilizzato per realizzare il mio nuovo progetto di kamishibai.
Questo tipo di pittura viene proposta su foglio bagnato: in tal modo il colore rimane fluido senza assumere forme prestabilite.
Ho utilizzato i colori Stockamar, usati nelle scuole che adottano il metodo pedagogico Steineriano. Per iniziare la pittura ho bagnato tutto il foglio con l’acqua, mi sono fatta aiutare con il
pennello grosso, in controluce ho verificato che sia tutto bagnato. Ho immerso il pennello nel vasetto in cui c'era il colore blu oltremare diluito con un pò di acqua. Quando il pennello è risultato ben intinto nel blu, ho portato il colore nel foglio, creando delle chiazze e lasciando che si spargano e si mescolino con le macchie create, ho ripetuto  l’operazione finché non ho raggiunto il risultato che desiderato. Per aumentare la magia l’effetto sorpresa ho aggiunto del sale grosso sopra il dipinto, quando sarà asciutto si creeranno dei cristalli nelle zone il cui il sale ha assorbito l’acqua. 

martedì 4 marzo 2025

È ARRIVATO L’ULTIMO GIORNO DI CARNEVALE!

 



Oggi 4 marzo è martedì grasso con cui si chiude il periodo del carnevale. Il giovedì e il martedì grasso sono i giorni centrali di questa festività, caratterizzati da festeggiamenti, celebrazioni e tradizioni (anche alimentari!) che precedono la Quaresima. 
Il Giovedì Grasso segna l'inizio della settimana culminante del Carnevale. È il primo dei giorni dedicati ai festeggiamenti più intensi, caratterizzato da parate, sfilate eventi e tradizioni culinarie.
Il Martedì Grasso, invece, chiude le vacanze di Carnevale, è l'ultimo giorno di festeggiamenti prima dell'inizio della Quaresima, che parte con il Mercoledì delle Ceneri. In sostanza, rappresentano rispettivamente l'apertura e la chiusura della fase più intensa del Carnevale.

Le frittelle sono i dolci tipici che puoi gustare in Veneto per il Carnevale, chiamante le frìtole (o frìtoe in dialetto). Note anche come “fritoe venexiane”, sono il dolce tipico del Carnevale di Venezia. Anche in questo caso non si contano le ricette in tutta Italia. Spesso variano da famiglia a famiglia, come accade quasi sempre per ogni piatto della nostra tradizione gastronomica.
 
La base dell’impasto è composta da uova, farina, latte e uvetta amalgamate in pastella. Le frittelle devono avere un diametro di qualche centimetro, e vengono fritte in olio. Alla fine bisogna spolverarle con zucchero semolato. Varianti piuttosto note contengono nell’impasto pinoli, frutta secca, mela, ancora una volta grappa, e in alcuni casi crema, zabaione o persino cioccolato.
Altri dolci che vengono in mente pensando al carnevale sono i crostoli. Ogni famiglia in tutti gli angoli d’Italia li conosce, ma con nomi diversi. I galani (o crostoli) sono tra i dolci di Carnevale più amati anche in tutto il Veneto. In altre Regioni sono noti come chiacchiere, bugie, frappole, cenci.
Con un impasto identico a quello dei galani si presenta un altro tra i dolci veneti di Carnevale: le castagnole. Ciò che differenzia le castagnole è la forma, per questo vengono chiamate anche fave o favette.
Nella mia famiglia la mia bisnonna faceva sempre le castagnole, mentre la mia nonna paterna era solita fare i crostoli. Quando ero piccola partecipavo ai carri mascherati di Bassano; alcune persone del paese erano impegnati per molti giorni nella costruzione dei carri, che erano delle vere e proprie opere d’arte. Mi ricordo del carro mascherato con il tema “castagna” qui di Valrovina e altri con vari temi come l’euro, le galline e tanti altri di fantasia.
Purtroppo questa tradizione di costruzione del carro qui in paese si è un po’ persa, ma viene portata avanti a Bassano da vari altri paesi della zona. Quest’anno ad esempio nella sfilata dei carri dell’ultima domenica di carnevale, che si celebra sempre a Bassano, è stato premiato come miglior carro mascherato quello di Rossano, intitolato “Una storia fantastica". Realizzato da "Carnevale che passione" di Rossano per festeggiare i suoi 25 anni di vita, vede un imponente Re Carnevale animato e contornato da più di cento figuranti impegnati nelle loro coreografie.
Sul tema del Carnevale ho scritto anch’io una storia “Cucù è tornato Carnevale”, che proprio di recente ho rielaborato con un nuovo programma di grafica, ottenendo una nuova versione di presentazione in power point con immagini di maggiore qualità.
Buon martedì grasso a tutti!